Sui voucher: scelta Governo penalizza aziende toscane
A Firenze il convegno “Agricoltura è lavoro” dopo i recenti fatti di cronaca e annullamento voucher. Tutti i numeri del settore: oltre 100mila lavoratori considerando anche stagionali, autonomi e familiari; 2276 imprese hanno un solo dipendente; 7 aziende agricole contano invece fra 200 e 500 dipendenti

Al convegno, organizzato da Cia, hanno partecipato Enrico Rossi, presidente Regione Toscana; Stefano Casini Benvenuti, direttore Irpet; Orazio Parisi, direttore Ispettorato interregionale del lavoro di Roma; Claudia Merlino, responsabile Settore relazioni sindacali Cia. Quindi Cristina Grieco, assessore a istruzione, formazione e lavoro Regione Toscana; Marco Remaschi, assessore all’agricoltura Regione Toscana e Luca Brunelli, presidente Cia Toscana.

«E’ prioritario arginare i tentativi di acquisizione di imprese agricole – ha detto Pascucci – attuati dalla cosiddetta criminalità organizzata; ma anche le imprese che offrono i servizi vanno attentamente monitorate (agenzie intermediazione, interinali, appalti). Quindi evitiamo facili accostamenti tra agricoltura e sfruttamento del lavoro o peggio ancora con caporalato, ci sono delle criticità spesso a lato del settore agricolo che non vedono le imprese agricole promotrici, anzi sono anch’esse vittime, spesso inconsapevoli di questi fenomeni».
Il lavoro in Toscana – Nel 2015 erano 22.912 i lavoratori autonomi iscritti all’Inps, con 8.380 datori di lavoro. Fra questi – evidenzia la Cia regionale – sono 5.002 le imprese agricole in economia, mentre risultano 3.173 coltivatori diretti che sono iscritti come autonomi ma hanno anche dipendenti. I datori di lavoro con dipendenti si sono 6.425 che occupano circa 55.432 lavoratori. Il dato ancora più significativo è relativo al numero degli occupati 2.276 imprese hanno un solo dipendente fisso, 1.269 due dipendenti, 1.541 da tre a cinque e 665 imprese da 6 a 9.
In sintesi 5.751 imprese agricole hanno meno di 10 dipendenti, solo 432 da 10 a 19, 193 da 20 a 49, 38 da 50 a 99, 13 da 100 a 199 e 7 da 200 a 500 dipendenti. Inoltre ci sono i dipendenti a tempo determinato, gli stagionali e qui i numeri sono diversificati per ogni anno a seconda dell’andamento stagionale, dei cicli colturali, dei “picchi” di alcune produzioni, tutti aspetti che modificano anche in maniera significativa le giornate che vengono dichiarate quindi dati da maneggiare con cura che devono essere attentamente approfonditi di volta in volta. Considerando anche gli autonomi, coadiuvanti, dipendenti fissi e stagionali l’agricoltura toscana occupa a vario titolo oltre 100mila lavoratori.
Voucher – «Semplificare le norme, gli adempimenti e snellire i controlli – ha proseguito Pascucci -aiuta le imprese ad operare in trasparenza, a non scivolare nelle aree grigie o del sommerso, a contrastare concretamente il lavoro nero, tutte pratiche che provocano un forte disagio sociale e una competizione sleale. L’attuale quadro normativo non aiuta, a partire dal lavoro accessorio al caporalato. La recente legge sui voucher è un esempio, si toglie una opportunità ad un settore che ha dimostrato un utilizzo corretto. Non avendo il coraggio di sanzionare gli abusi si toglie per tutti. Con questa scelta l’agricoltura è penalizzata, ma anche gli studenti ed i pensionati che potevano utilizzarli per alcune attività stagionali».
Cia che ha presentato oggi la propria piattaforma per il lavoro, «obiettivo quello di aprire un confronto diffuso», come ha illustrato Claudia Merlino, responsabile relazioni sindacali di Cia nazionale.
Cia Toscana – Comunicato stampa 18/2017
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