Situazione preoccupante per il settore floricolo, è fermo il mercato di Pescia. Cia Toscana Centro: «Regna l’incertezza fra consumatori e ambulanti». Il presidente Sandro Orlandini: «In pochi giorni si è passati da essere zona gialla, ad arancione e zona rossa, senza certezze per le aziende agricole»

La Toscana Zona Rossa manda in rosso anche il mercato dei fiori. Le vendite del fiore in Toscana sono praticamente azzerate. Situazione preoccupante sottolinea la Cia Toscana Centro, quella del mercato dei fiori di Pescia, in piena emergenza seconda ondata Covid-19.

Regna l’incertezza fra i consumatori perché non è troppo chiaro cosa si possa e non possa fare, ma anche per quanto riguarda gli ambulanti, perché nella stessa Toscana alcuni mercati settimanali in alcune città continuano l’attività, mentre mercati in altre città hanno interrotto il regolare svolgimento.

Dopo il lockdown della scorsa primavera le aziende floricole hanno dovuto fare i conti con una crisi senza precedenti: non ci sono stati “la Pasqua” ed i ponti di primavera, senza gli eventi, matrimoni e cerimonie. Poi una timida ripartenza estiva ed un buon momento di mercato in occasione della Commemorazione dei defunti.

«In pochi giorni si è passati da essere zona gialla, ad arancione e zona rossa – sottolinea Sandro Orlandini, presidente Cia Toscana Centro – senza avere un minimo di certezze e di possibilità di programmare ed organizzare il lavoro, in primis per le aziende agricole impegnate nella produzione di fiori, e poi per tutto il settore del commercio iniziando dai mercati, per finire con i consumatori che non hanno sicurezze sugli spostamenti consentiti».

Anche se i negozi di fiori ed i cimiteri restano aperti, non è un momento in cui c’è interesse per l’acquisto di fiori. Inoltre è completamente assente tutto il settore degli addobbi floreali nei negozi che solitamente va dalla metà di novembre all’8 dicembre. «L’auspicio – aggiunge Gabriele Spadoni, di Cia Toscana Centro – è che la Toscana possa tornare agli inizi di dicembre zona Arancione per salvare almeno il periodo di Natale, che tradizionalmente è uno dei momenti più importante per le aziende floricole. Altrimenti per tante aziende medio-piccole sarà davvero difficile ripartire e programmare la nuova stagione: molte aziende non arriveranno alla primavera».