Qualità, cultura e sostenibilità attraverso il cibo, i nostri paesaggi e le comunità locali

Alla sala della Borsa Merci di Arezzo, si è svolta un’assemblea indetta dalla Camera di Commercio di Arezzo-Siena, alla presenza di agricoltori, artigiani e commercianti ed amministratori locali della Valdichiana, per discutere della costituzione della “Comunità del Cibo della Valdichiana”.

La produzione agricola riveste in Valdichiana un peso superiore rispetto alla media regionale e nazionale, sia per produzione di PIL, sia per numero di addetti e di imprese, assumendo pertanto un ruolo centrale non solo sotto il profilo economico, ma anche sociale, culturale e paesaggistico.

La Valdichiana Aretino-Senese è già attiva nel progetto di recupero delle “Leopoldine in Valdichiana” e per l’iscrizione del “Paesaggio Rurale Storico della Bonifica Leopoldina in Valdichiana” nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali del MIPAAFT.

L’obiettivo è aumentare di reddito delle imprese; migliorare la comunicazione del territorio e dei suoi prodotti; legare l’identità del prodotto al territorio; attivare e promuovere politiche di marketing territoriale; creazione di una rete; creazione di una regia per la programmazione, il coordinamento e la verifica di azioni per uno sviluppo locale sostenibile. Hanno sottoscritto la manifestazione d’interesse aderendo al progetto anche le Cia di Arezzo e di Siena.

Nell’ambito del Distretto Rurale della Toscana del Sud, questo progetto prevede la “Valorizzazione di un polo d’eccellenza”, con produzioni tipiche storicamente riconosciute quali DOC, DOCG, IGP e DOP, che sviluppino o abbiano sviluppato sistemi produttivi locali quali reti fra imprese, associazioni di produttori, Strade del vino, dell’olio e dei sapori e consorzi.

Tutti gli enti e le istituzioni convengono sulla necessità di ridare slancio all’economia agricola dell’area, attraverso iniziative tese a valorizzare i prodotti locali e il “brand” territoriale, attivando una proficua sinergia tra i diversi soggetti della filiera agricola fino al consumatore finale anche attraverso lo studio, il recupero e la trasmissione di conoscenze sulle risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario locali; filiera corta, di vendita diretta, di scambio e di acquisto di prodotti agricoli e alimentari nell’ambito di circuiti locali; lo studio e la diffusione di pratiche proprie dell’agricoltura biologica e di altri sistemi colturali a basso impatto ambientale e volti al risparmio idrico, alla minore emissione di anidride carbonica, alla maggiore fertilità dei suoli e al minore utilizzo di imballaggi per la distribuzione e per la vendita dei prodotti; aggregazione sociale, riqualificazione delle aree dismesse o degradate e dei terreni agricoli inutilizzati e molto di più ancora.