di Stefano Berti, direttore Cia Pisa e Francesco Elter, presidente Cia Pisa


È l’incertezza il sentimento prevalente nella testa degli agricoltori. Lo è da anni ormai, ma la partenza di questo 2020 sembra accentuare questo elemento di criticità. Alle incertezze ormai acquisite, se ne sommano almeno altre due che non fanno dormire gli agricoltori. Una è quella della PAC.

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È infatti ancora in alto mare la discussione a livello europeo che porterà alla nuova programmazione. La Brexit ha introdotto anche nuove variabili i cui effetti sono ancora difficilmente definibili. Ormai è quasi certo lo slittamento di almeno un anno dell’attuale programmazione. Questo non fa bene a chi fa impresa in agricoltura. Gli agricoltori non sono messi nelle condizioni di fare programmi pluriennali come invece i concetti agronomici base richiederebbero.

Ma il problema più pesante che sta vivendo gran parte della nostra agricoltura in questi giorni è legato alla pioggia persistente che dura ormai da ottobre che non ha consentito le semine autunno vernine nei tempi consoni.

Questa situazione riguarda prevalentemente i cerealicoltori e quindi oltre l’80% delle imprese agricole del nostro territorio.

Ad oggi non sappiamo quanti terreni destinati e cereali, con letti di semina già impostati, sarà possibile seminare, ma possiamo già dire che si presenta un’annata molto pesante. Le semine precoci, quelle effettuate prima della pioggia, stanno scontando problemi di asfissia per la continua presenza di acqua stagnante che ricopre i semi messi a dimora e le piantine germogliate.

Le semine che verranno fatte tardivamente incorreranno nel problema che le radici delle piante dei cereali non avranno situazioni adeguate ad affondare il più possibile nel suolo e quindi sopperire meglio a periodi di siccità, tra l’altro molto probabili dopo i periodi di pioggia persistente, quindi sono probabili problemi di rese e di qualità. E’ anche ormai quasi certo che molti terreni destinati a cereali resteranno quest’anno incolti o comunque saranno destinati a coltivazioni primaverili.

Tutte le criticità descritte, in un modo o nell’altro, determineranno seri problemi sul comparto cerealicolo, principalmente per gli agricoltori, ma poi per tutto l’indotto. Penso ad esempio alle cooperative agricole che hanno acquistato mezzi tecnici per i loro associati (in particolare concimi e sementi), dei quali si ritroveranno pieni i magazzini e che difficilmente potranno essere collocati. Ci sarà poi il probabile mancato utilizzo dei centri stoccaggio e la probabile perdita di fette di mercato. Tutte situazioni che, riguardando le strutture associative, non potranno anche queste che ricadere sugli agricoltori soci.

Noi riteniamo che sia necessario investire fin da subito le Istituzioni rispetto a questi problemi. Occorre infatti mettere in campo ogni strumento possibile per ammortizzare le gravi conseguenze che molto probabilmente si determineranno. Pensiamo ad esempio a sospensive su mutui e finanziamenti da richiedere al sistema bancario e ad alleggerimenti fiscali ad hoc.

Inoltre occorre metter mano in maniera più decisa alla costruzione di un sistema assicurativo che consenta alle imprese agricole di avere quantomeno la certezza di coprire i costi di produzione. Siamo convinti che ci siano le condizioni per farlo. Faremo delle precise proposte in tal senso, aprendo anche alla possibilità che le risorse necessarie abbiano copertura anche attingendo da quelle assegnate nei PSR.

Comunque buon 2020 a tutti gli agricoltori.