Il mondo degli apicoltori è in grande sofferenza, lo scenario è preoccupante, a causa infatti delle condizioni climatiche anomale, questa campagna di produzione sta mettendo i produttori a dura prova.

All’inverno mite, che aveva favorito un buon sviluppo degli alveari e una precoce ripresa della vegetazione, ha fatto seguito una primavera fredda, caratterizzata da vento costante che ha determinato, nonostante alcune giornate di precipitazioni, una situazione di generale siccità. Inoltre, come noto, nella notte tra il 7 e l’8 aprile gran parte del territorio toscano è stato interessato da estese e forti gelate con minime che hanno raggiunto valori eccezionalmente bassi (fino a -8/-9 °C) e che hanno colpito sia piante già in piena fioritura quali ciliegi, meli, peri, aceri sia piante in piena ripresa vegetativa.

Le piante di Robinia pseudoacacia, dal cui nettare deriva la produzione di miele più significativa per molte aziende toscane, hanno visto compromesse giovani gemme e abbozzi floreali. L’insieme di condizioni climatiche sfavorevoli, particolarmente negative per l’attività di bottinamento delle api e per la produzione di nettare da parte delle piante, sta determinando l’azzeramento delle produzioni costringendo tra l’altro gli apicoltori a dover nutrire gli alveari per cercare di mantenerli in vita. Ad oggi le aziende apistiche sono in fortissima difficoltà nella nostra regione, anche perché sono ormai alcune stagioni che il settore denuncia scarse produzioni determinate e/o aggravate da un insieme di problematiche quali uso crescente di biocidi, presenza di miele adulterato, cambiamenti climatici, presenza di vecchie e nuove patologie/predatori come la Vespa velutina, o la Vespa orientalis.

La Cia, anche nella consapevolezza dell’importanza delle api, sia in campo agricolo, sia nel mantenimento dell’ambiente, ritiene necessario aiutare gli apicoltori, i veri custodi di questi importanti insetti, ha pertanto chiesto alla Regione Toscana di individuare urgentemente misure straordinarie di intervento sia a livello regionale che nazionale a sostegno delle aziende apistiche toscane per la copertura dei maggiori costi e dei mancati ricavi. Sarebbe auspicabile: l’inserimento del settore apicoltura nel decreto sostegni bis, sia per l’esonero contributivo per le aziende apistiche (autonomi e datori di lavoro), che per l’attivazione degli altri interventi previsti per i comparti in crisi. ha chiesto inoltre un contributo a fondo perduto come sostegno alle aziende, in particolare per quelle professionali e l’attivazione di un nuovo bando regionale sul microcredito. Valutando l’insieme del comparto apistico e in particolare delle imprese che ne traggono reddito, un contenuto e modesto intervento economico potrà dare così un concreto aiuto alle aziende ed un beneficio per l’intero comparto agro-alimentare e alla biodiversità.


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 7-8/2021