/Crisi latte ovino in Toscana. Cia: «Incontro con Remaschi positivo»

Crisi latte ovino in Toscana. Cia: «Incontro con Remaschi positivo»

2018-12-12T12:27:47+02:0027 Novembre 2018|Comunicati stampa 2018, Dimensione Agricoltura|

Per la Confederazione bisogna «cogliere l’occasione per mettere a punto una serie di interventi per rafforzare la filiera»

Positiva secondo la Cia Toscana, l’iniziativa dell’assessore Marco Remaschi di istituire un tavolo di crisi in Regione Toscana raccogliendo le preoccupazioni e le sollecitazioni degli allevatori. «La situazione del comparto è difficile, occorre innanzitutto capire cosa vogliono fare Alival e Granarolo dopo l’invio delle disdette, e quindi trovare adeguate soluzioni alle problematiche e criticità emerse. Inoltre – precisa Cia Toscana – è necessario cogliere l’occasione contestualmente per mettere a punto una serie di interventi per rafforzare la filiera ovicaprina del latte toscano. Nell’incontro abbiamo avanzato riflessioni ed esplicitato proposte concrete raccomandando di intervenire con urgenza» – ha concluso Cia Toscana.

Nell’incontro dell’assessore Remaschi con le rappresentanze degli allevatori e del mondo cooperativo c’è stato un confronto sulla crisi del settore ovino da latte in Toscana, a seguito delle notizie che si susseguono da inizio novembre relative all’invio di comunicazioni di disdetta dei contratti di ritiro del latte, a partire da gennaio 2019, per una parte di allevatori che conferiscono ai caseifici di Granarolo ed Alival. Il comparto ovi-caprino da latte toscano, che si è ridotto in termini di numero di allevamenti del 20% dal 2010 al 2017, conta ad oggi circa 1.000 allevamenti con oltre 324.000 capi ed una produzione stimata di circa 55.000.000 di litri di latte all’anno, corrispondente ad una produzione di formaggio di circa 110mila quintali.

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Le rappresentanze degli allevatori e del mondo della cooperazione hanno manifestato la forte preoccupazione per le iniziative intraprese dalle imprese Alival e Granarolo e per i possibili risvolti negativi sul settore del latte ovino. Hanno sottolineato, in particolare, che eventuali ripercussioni sul prezzo del latte ovino, che comportassero un ulteriore calo rispetto a quanto concordato nel 2018, comporterebbero l’uscita dal mercato di una parte consistente di allevamenti toscani. «Confermo l’impegno della Regione per la filiera del latte ovino – ha sottolineato Remaschi -, un settore che oltre a rappresentare una realtà economica importante per l’agricoltura toscana svolge un ruolo fondamentale di presidio del territorio, in quanto attività che si attua prevalentemente in aree marginali».

«Come Regione – ha concluso l’assessore Remaschi – ci impegniamo ad incontrare le imprese che stanno avviando le iniziative di disdetta di alcuni contratti di fornitura del latte, per avere un quadro esatto della situazione ed avviare poi un confronto con tutti gli operatori della filiera. Potremo così individuare le migliori soluzioni per affrontare le criticità contingenti e, più in generale, per rilanciare l’intera filiera del latte ovi-caprino toscano, in modo da garantire agli allevatori sia il ritiro del latte sia una remunerazione che consenta il mantenimento dell’attività». La valorizzazione della produzione toscana di latte ovino passa soprattutto attraverso le due DOP toscane, il Pecorino Toscano e il Pecorino delle balze Volterrane: il primo, in particolare, che registra dal 2015 un notevole trend di crescita, raccoglie circa un terzo del latte prodotto in regione ed ha un margine di sviluppo ancora molto ampio.

Cia Toscana – Comunicato stampa 42/2018

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di Dimensione Agricoltura

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