Il ricordo del ‘nostro’ Staino dell’amico Wolinski

ciatoscana_staino_wolinskiDodici morti alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo. Una poliziotta uccisa il giorno dopo. Quattro clienti del negozio kosher, freddati. Oltre ai tre terroristi islamici. Venti morti in totale, nei tre giorni di terrore e sangue di Parigi. Fra loro il direttore del Charlie Hebdo, Charb e tre fra i più illustri vignettisti, lo storico Wolinski, Cabu e Tignous.

Noi “siamo tutti Charlie”, ovvero ognuno di noi vuole ribadire la libertà di espressione, di stampa e anche di satira, senza ‘se’ e senza ‘ma’. Nelle regole della democrazia di uno stato laico. Non si può uccidere nel nome di dio, qualunque esso sia.

A modo nostro, Dimensione Agricoltura un po’ “Charlie” lo è sempre stata da 25 anni. Gli interessi che portiamo avanti sono quelli degli associati Cia; sono gli interessi delle donne e degli uomini che ogni giorno lavorano nelle nostre campagne. Lo abbiamo fatto sempre con correttezza, con etica e con le nostre idee.

Nelle interviste, negli articoli, negli approfondimenti abbiamo cercato di dar voce alla pluralità, ai punti di vista che dessero la possibilità di costruire un dibattito, costruttivo ed utile. Da qualche anno a pagina due di questo giornale, trovate la rubrica “Il corsivo del Cugino Emme”, che commenta l’attualità agricola e politica con uno stile pungente e senza peli sulla lingua. E, dalla nascita del giornale, uno dei maggiori vignettisti italiani, Sergio Staino, realizza per noi una vignetta che sintetizza uno dei temi del giornale. Ironico, tagliente, intelligente

Nel blitz del 7 gennaio, sotto i colpi di kalashnikov al grido di “Allah è grande” è caduto anche il fumettista francese Georges Wolinksi. Staino e Wolinksi erano amici, molto amici. Si sono frequentati per anni e hanno lavorato insieme. In questo numero oltre alla vignetta di prima pagina – fatta come sempre in esclusiva per Dimensione -; ne pubblichiamo una seconda, che Staino ha realizzato per ricordare l’amico. «Mi meraviglia e mi terrorizza che certe persone abbiano così paura del nostro mestiere basato sull’intelligenza e contro l’oscurantismo» ha detto Staino ricordando Wolinksi.

«Ho pensato subito a lui – spiega il padre di Bobo – che non andava quasi mai in redazione ma gli attentatori hanno scelto proprio il giorno della riunione di redazione, evidentemente sapevano». Wolinski era stato in Toscana l’ultima volta 5 anni fa a trovare Staino a Scandicci (Fi). «Sono sicuro che avrebbe preferito morire tra le braccia di una bella signora – prosegue -, mi rincuora pensare che sia morto per una causa epica: la libertà d’informazione».

La redazione di Dimensione Agricoltura