Nella Gazzetta Ufficiale n. 76 di ieri 22 marzo, è stato pubblicato il DPCM 22 marzo 2020 e relativo allegato.

Come è ormai noto, il provvedimento ha il rinnovato obiettivo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale.

Due le direttrici principali:

  1. sospendere le attività produttive industriali, commerciali ed artigianali non strategiche ed essenziali; queste ultime sono inserite nell’allegato al DPCM e si aggiungono a quanto il Presidente del Consiglio dei Ministri ha già disposto in merito con il DPCM 11 marzo;
  2. vietare alle persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati, dal comune in cui attualmente si trovano verso altri comuni, se non per ragioni attinenti “comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”.

Il DPCM è entrato in vigore oggi ma i suoi effetti decorrono da mercoledì 25 marzo ed almeno fino al 3 aprile.

Lo slittamento degli effetti è stato sollecitato anche dalla Confederazione, al fine di consentire un’adeguata organizzazione delle attività comunque consentite.

Fino al 25 marzo 2020, le attività che non rientrano nell’elenco di quelle consentite, potranno effettuare solo le attività propedeutiche alla sospensione (ad esempio, la spedizione di merci già ordinate e giacenti in magazzino, il rientro in azienda dei mezzi presso cantieri, ecc.).

Le attività consentite si aggiungono a quelle già determinate con il DPCM dell’11 marzo (alcune attività commerciali e di servizi).

Attenzione: l’elenco delle attività consentite si basa sulla classificazione delle attività economiche Ateco 2007.

Ciò che rileva però non è tanto il rispetto del codice previsto, ma l’effettiva attività esercitata.

Ad esempio: se il codice Ateco comunicato dall’impresa all’Agenzia delle entrate ed al Registro delle imprese rientra tra i servizi consentiti in ambito agricolo (esercizio macchine agricole conto terzi), ma l’attività effettivamente svolta è quella di manutenzione parchi e giardini, l’impresa non può esercitarla.


AGRICOLTURA APERTA / Tra le attività consentite sono presenti quelle agricole primarie di coltivazione e allevamento, l’esercizio delle lavorazioni agro-meccaniche svolte per conto terzi, le attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere agricole e zootecniche (Sezione A, Codice 01 dell’Ateco 2007).

È comunque consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di prodotti agricoli e alimentari.

Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza. L’elenco dei codici Ateco allegato al DPCM potrà essere integrato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze.

La Confederazione ha già avanzato alcune proposte, tra le quali l’inserimento del codice 02 dell’Ateco 2007, ovvero le attività di servizi per la silvicoltura.


ATTIVITÀ AGRICOLE SOSPESE / Tra le attività più comunemente svolte in ambito agricolo, NON sono comprese nell’elenco e pertanto SONO DA RITENERSI SOSPESE:

  1. le attività agrituristiche;
  2. l’enoturismo;
  3. le attività delle fattorie didattiche;
  4. le attività di cura e manutenzione di aree verdi, parchi e giardini.

Attenzione: le attività consentite di produzione di prodotti agricoli ed alimentari, non devono essere automaticamente ricondotte alla possibilità di commercializzazione al minuto.

Solo quelle per le quali è consentita la commercializzazione (vedi in particolare l’allegato al DM 11 marzo) possono essere aperte alla vendita dettaglio, anche con modalità di consegna porta a porta, da non confondere con la tentata vendita, quest’ultima modalità non consentita.

Non possono essere esercitate le attività di commercializzazione al minuto che riguardano beni non di prima necessità, tra i quali purtroppo rientrano i fiori e le piante.


PORTA A PORTA / Per la consegna porta a porta il produttore agricolo, oltre ad aver presentato a suo tempo la comunicazione di inizio attività di vendita diretta al Comune nel quale è collocata l’azienda, dovrà avere cura di far accompagnare i prodotti dall’ordine del cliente, da richiedere se possibile per mail, sms o whatsapp, i sintesi: le ragioni dello spostamento devono essere dimostrabili.

I prodotti dovranno comunque essere accompagnati dai documenti fiscali: stampa dello scontrino telematico (se obbligati), copia di cortesia della fattura elettronica, documento di trasporto, scontrino manuale per chi non ha ancora adottato il registratore di cassa telematico.

In caso di impossibilità di dimostrare l’ordine di prodotti ricevuto (ed esempio,effettuato per telefono), saranno i documenti fiscali a comprovare la necessità dello spostamento.


SMART WORKING / Se la natura delle attività lo consente, potranno comunque essere svolte con modalità a distanza o lavoro agile (smart working).

Le modalità di lavoro a distanza o lavoro agile devono essere formalizzate con specifico accordo tra datore di lavoro e lavoratore.

Il contratto deve essere sottoscritto dalle parti per esteso ed in modo leggibile, corredato dall’informativa per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro ed a tutto deve essere data data certa.

Prima di poterlo avviare è necessaria la comunicazione al Ministero del Lavoro tramite la procedura semplificata “Clicklavoro”. Tale comunicazione deve essere effettuata almeno il giorno precedente all’avvio.

Attenzione: per l’uso del “Clicklavoro” è necessario il preventivo accreditamento, sempre che le credenziali non siano già in possesso del datore di lavoro.


Analisi del decreto a cura della Cia Toscana