Considerare settore in filiera agricola. Con organizzazione presidiamo dibattito istituzionale

La copertura del sostegno alle imprese è evidentemente troppo corta per la platea di reale interesse, ma nel Dl Sostegni ci sono interventi importanti che riguardano anche gli agriturismi. Non si escludano dal Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura. Così Turismo Verde-Cia commentando il primo Decreto del Governo Draghi e promuovendo l’agriturismo come filiera dell’ospitalità e della cultura contadina nelle aree interne.

Nel dettaglio, spiega l’Associazione di Cia, è positiva l’integrazione, pari a 150 milioni di euro, nel Fondo istituito presso il Mipaaf, occasione importante anche per gli agriturismi, da considerare parte della filiera agricola con le vetrine dei prodotti agricoli sul territorio.

Le attese rispetto al Dl Sostegni, precisa Turismo Verde-Cia, erano alte anche nel comparto agrituristico, in ginocchio per la crisi scaturita dalla pandemia, così come era, però, chiaro che nessun tipo di sostegno o ristoro potesse essere sufficiente a compensare le perdite di un anno, o quasi, di “non lavoro”, con la sola eccezione dell’estate. Va detto però, precisa l’Associazione, che a fronte di imprese considerate molto piccole e frammentate, si mette poi un limite di 10 milioni di fatturato per accedere ai sostegni. O ancora, si dichiara che i contributi sono calcolati sulla perdita di fatturato annuo, ma in realtà si indennizza una sola mensilità media.

Una delle novità più importanti è, però, sui contributi a fondo perduto dove non ci sono più, sottolinea Turismo Verde-Cia, i codici Ateco, ma è a favore dei soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario. Non figura più come parametro, la perdita sul fatturato di aprile 2020 su aprile 2019, ma il calo del fatturato e dei corrispettivi medio mensile 2020 rispetto al 2019 (il calo deve essere inferiore almeno del 30%).

Circa i contributi, saranno poi modulati a seconda delle dimensioni delle aziende coinvolte: previste 5 fasce di ricavi con percentuali dei ‘sostegni’ differenziate che vanno dal 60% per le più piccole (la maggior parte delle nostre aziende con ricavi e compensi non superiori a centomila euro) al 20% per le più grandi. In ogni caso, però, tale importo non potrà essere inferiore a mille euro per le persone fisiche e a 2 mila per gli altri soggetti e non potrà essere superiore a 150 mila euro. Pertanto, ad esempio, un agriturismo che ha chiuso il 2020 con un fatturato di 30 mila euro, in calo di 50 mila euro rispetto agli 80 mila del 2019, riceverà un contributo a fondo perduto da 2.500 euro (fatturato 2020 = 30.000 euro; fatturato 2019 = 80.000 euro; variazione del fatturato = -50.000 euro; aliquota contributo a fondo perduto = 60%; importo contributo = 50.000 * 60% /12 = 2.500 euro).

Inoltre, riporta la nota di Turismo Verde-Cia, il calcolo del sostegno basato sulla perdita di fatturato fra 2019 e 2020 sulla mensilità media, è in grado di adattarsi alle variabili stagionalità, ma non siamo d’accordo sul calcolo. Chiediamo allora, che venga calcolato il calo sul fatturato e corrispettivi della sola attività agrituristica e non di tutta l’azienda agricola.

Attenzione, dice Turismo Verde-Cia, alle aziende agricole iscritte all’albo regionale delle fattorie didattiche per inserire anche loro nei beneficiari, tenendo conto del calo di fatturato per questa sola attività (contributo ovviamente non cumulabile con altri).

L’Associazione attende, invece, circolari specifiche e un confronto interno più tecnico, quanto al prolungamento degli ammortizzatori sociali. Nel Dl Sostegni, infatti, viene garantito a gennaio l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali delle imprese operanti su tutto il territorio nazionale e appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura.

Infine, bene per Turismo Verde-Cia, quanto previsto per il canone Rai speciale. Dà seguito alle nostre richieste, la riduzione del 30% nel 2021, prevista per le strutture ricettive nonché di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico. Il bonus è fruibile anche come credito d’imposta nei casi di versamento già effettuato. Cruciali i prossimi passi, conclude Turismo Verde-Cia. Con l’organizzazione sarà importante continuare a essere parte attiva del dibattito istituzionale per tutelare anche il settore agrituristico nella fase attuativa del Dl.


Fonte: Cia nazionale