Quali effetti ha l’indennità di disoccupazione sulla pensione? I periodi di disoccupazione indennizzata sono considerati come se il lavoratore percepisse una retribuzione figurativa, rapportata alla media delle retribuzioni percepite negli ultimi 4 anni e con un tetto mensile che per il 2019 è di € 1.860,26.

Se il lavoratore ha più di 18 anni di contributi accreditati entro il 1995, l’importo della pensione verrà determinato con il sistema di calcolo retributivo; se ha meno di 18 anni di contributi, il sistema di calcolo sarà quello “misto”; se ha solo contributi accreditati dopo il 1995, verrà applica-to il sistema contributivo.

Il tetto massimo può determinare una penalizzazione dell’importo della pensione, infatti, verrà considerata una somma minore rispetto a quanto il lavoratore avrebbe ottenuto se avesse continuato a lavorare.

Per la pensione determinata con il sistema retributivo si applica però un meccanismo di salvaguardia: le retribuzioni relative ai periodi di contribuzione figurativa per i quali è applicato il predetto limite vengono neutralizzate se, una volta rivalutate, sono inferiori alla retribuzione media pensionabile ottenuta senza di esse.

La contribuzione figurativa conseguente alla disoccupazione indennizzata è utile per raggiungere la massima anzianità per la pensione anticipata, a condizione però che siano maturati almeno 35 anni di contributi effettivi. I periodi di Naspi sono validi anche per la pensione di vecchiaia.


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 1/2020