Maestro e guida per molti dirigenti della Cia, se n’è andato così, improvvisamente. E ci ha lasciato un enorme vuoto.

Il suo cuore, il grande cuore col quale Gianfranco si è speso tanti anni per l’agricoltura e per tutti noi, funzionari tecnici ed agricoltori di questa Organizzazione, l’ha tradito. Oggi ha cessato di battere. Il pensiero va, ovviamente, alla sua famiglia, ai suoi congiunti.

Ma Gianfranco Turbanti aveva e meritava tutto il nostro affetto. Non poter partecipare alle esequie a causa delle restrizioni che ci impone la pandemia da coronavirus ci sconforta.

Originario del comune di Cinigiano, Gianfranco iniziò giovanissimo ad impegnarsi nella politica e nell’attività sindacale. Il suo attivismo iniziò nelle fila del Partito Socialista Italiano per virare quasi subito verso l’attività sindacale. Un’attività svolta con dedizione e in maniera piena, completa, totalizzante che, da socialista, gli permise prima di ricoprire importanti incarichi nel Sindacato del lavoratori dipendenti, la CGIL, per poi riconsegnarlo alle sue origini, cioè al sindacalismo agricolo.

Quarant’anni fa, eravamo all’inizio degli anni ’80, Gianfranco Turbanti fu eletto vicepresidente della Cic-Cia di Grosseto. Presidente della Cic-Cia era Giuliano Arcioni, anche lui ex-mezzadro e figlio di mezzadri. Gente schietta, grandi lavoratori, attitudine organizzativa e direttiva, grande umanità. Due autentici campioni del sindacalismo agricolo toscano.

Con la loro direzione la Cic-Cia di Grosseto iniziò ad affermarsi come una delle organizzazioni territoriali confederali più seguite ed apprezzate a livello nazionale. È sotto la loro guida che la Cic-Cia di Grosseto iniziò a formare dirigenti regionali e nazionali, sia tecnici che agricoltori, di primissimo livello.

Verso la fine degli anni ’80 l’impegno – e i successi – di Gianfranco vennero riconosciuti con l’elezione a vicepresidente regionale della Cic-Cia Toscana. Il suo compagno di strada quale presidente regionale della Cia fu Massimo Pacetti, ed anche questa volta il lavoro sindacale ed organizzativo di Gianfranco ebbe modo di distinguersi ed affermarsi. Sotto la sua direzione nacquero e si consolidarono numerose esperienze associative dei produttori agricoli, alcune delle quali – trasformate dai tempi e adeguate alle nuove norme – proseguono con successo ancora oggi.

Il percorso sindacale di Gianfranco Turbanti si concluse con l’incarico presso la sede nazionale della Cia in qualità di Presidente della Unione Italiana tra le Associazioni dei Produttori di Frumento – UIAPROF. In questa veste egli realizzò con successo diversi progetti di assistenza tecnica a vantaggio degli operatori del settore.

Infine “il Turbo” – così lo avevamo soprannominato – andò in pensione, ma Gianfranco era ormai diventato vittima di una “dipendenza” che richiede dosi giornaliere di confronto, di attivismo sul campo, di azione sindacale. La dipendenza che si chiama “sindacalismo” portò “il Turbo” a dirigere l’Associazione Pensionati – Anp Cia di Grosseto e per un breve periodo egli ricoprì anche le cariche di vicepresidente e poi presidente regionale, traghettando la Anp Cia Toscana siano alla presidenza di Alessandro Del Carlo.

Con la Anp Cia Gianfranco, accanto all’impegno sindacale, iniziò e sviluppò un’area di lavoro nell’ambito delle attività culturali e ricreative grazie alla quale centinaia di soci della Anp Cia hanno realizzato viaggi e incontri culturali in Italia e in tutta Europa. Perché Gianfranco era anche questo, era curioso, con tanta voglia di sapere, di conoscere. Il suo mondo non aveva confini, la sua famiglia era la Cia.

Noi che lo abbiamo conosciuto, amato, stimato, che abbiamo approfittato della sua disponibilità ad ascoltarci, che abbiamo ascoltato i suoi consigli, i suoi stimoli, e anche le sue “tirate di orecchi”, lo piangiamo.

La Cia Toscana