Il presidente del Patronato, Mastrocinque, presenta il decalogo agli schieramenti in campo, su welfare, assistenza e previdenza

Più attenzione alle fasce di popolazione in difficoltà, che purtroppo in Italia sono ormai una platea di milioni di persone. Giovani disoccupati ma anche molti anziani che non hanno una pensione dignitosa. Parte da qui il decalogo delle priorità che il Patronato Inac-Cia indica alla politica in prossimità delle elezioni del 25 settembre.

A illustrare le misure necessarie il presidente di Inac, Alessandro Mastrocinque, che fotografa un Paese in crisi, in particolare nelle aree interne e rurali, dove alle difficoltà economiche si somma la mancanza di servizi essenziali.

“Alcune questioni -evidenzia Mastrocinque- hanno il carattere d’urgenza: in Italia, stante l’attuale sistema pensionistico, ci ritroveremo tra 10 anni con un cospicuo numero di anziani, più di 3 milioni di lavoratori autonomi, fra cui gli agricoltori, che dovranno vivere con una pensione media inferiore ai 400 euro, un importo assolutamente insostenibile e lesivo della dignità della persona”. Per questo, secondo Inac-Cia, serve introdurre una “pensione di equità”, scongiurando un prossimo default sociale ‘annunciato’. “Chiediamo, quindi, un assegno pensionistico formato da una parte fissa base di 650 euro -spiega il presidente del Patronato- a cui sommare la parte maturata dal lavoratore con i versamenti dei contributi. In questo modo, i pensionati potrebbero contare su un reddito che li metterebbe a riparo dall’indigenza”. Per le attuali pensioni, invece, bisognerebbe immaginare almeno un adeguamento al costo della vita di quelle più basse, portandole a minimo 780 euro.

Altra novità da considerare è l’introduzione di un “salario minimo” per i lavoratori, da prevedere in tutti i contratti contemplati, partendo da retribuzione di minimo 9 euro lorde per ora lavorata. “Stiamo parlando di una platea interessata di circa 8 milioni di cittadini, 3 milioni le donne -evidenzia Mastrocinque-. E poi serve subito il via anche ai “voucher per i lavoratori spot” che vanno introdotti per superare l’attuale ingessatura burocratica che da una parte genera lavoro sommerso e dall’altra comprime il mercato della manodopera disponibile”.

Ecco il decalogo delle priorità che indica il Patronato Inac-Cia:

  1. Pensione di Equità
  2. “Ape social” strutturale con ampliamento del beneficio ai lavoratori autonomi
  3. “Opzione Donna” strutturale
  4. Revisione del RDC, con controlli stringenti sui requisiti e il potenziamento politiche attive del lavoro
  5. Voucher per “i lavoratori spot”
  6. “Quota 41” per tutti i lavoratori
  7. Attivazione o ripristino dei servizi socio-sanitari in Comuni rurali con meno di 2.500 abitanti
  8. Revisione 14esima mensilità per i pensionati
  9. Defiscalizzazioni per aziende che passano da un titolare over 65 a un under 40
  10. Introduzione del “salario minimo” sui contratti di lavoro

“Rivolgiamo un appello a tutti i candidati per promuovere momenti comuni di confronto tecnico-politico su tematiche vitali per la tenuta del tessuto socio-economico del Paese – aggiunge il presidente di Inac -. Certamente, siamo super partes rispetto alla competizione elettorale, ma non abbiamo vincoli e preconcetti, quindi appoggeremo quelle proposte dei partiti che riteniamo più decisive e utili per le persone e per il Paese. In questo senso, la proposta ‘Quota 41’ sostenuta da molti schieramenti, da destra a sinistra, trova fin da subito il nostro apprezzamento, con l’auspicio che diventi legge”.


Fonte: Cia nazionale