Dall’Auditorium di Padiglione Italia, l’associazione lancia un messaggio al Governo: “Tolga l’Imu, che è sbagliata e ingiusta, e diventa assurda quando colpisce gli agricoltori anziani”. Continua la battaglia sulle pensioni. L’agricoltore è il centrocampista della società: senza di lui non c’è futuro.

20150618_cianazionale_expo_assemblea_anpSono gli agricoltori anziani i protagonisti della seconda giornata di Cia in Expo, all’Auditorium di Padiglione Italia dove si è tenuta l’assemblea aperta dell’Anp, l’associazione dei pensionati della Confederazione.

I lavori, presieduti dal presidente dell’Anp Vincenzo Brocco, sono stati introdotti dalla proiezione di un docufilm “Dai nonni ai nipoti: l’evoluzione dell’azienda agricola” cui ha fatto seguito la relazione di Alessandro Del Carlo, vicepresidente nazionale Anp. Il focus dell’assemblea è “Il ruolo dei pensionati nel territorio rurale tra invecchiamento attivo e ricambio generazionale”, che è stato dibattuto tra gli altri da Danilo Gasparini dell’Istituto Cervi – Biblioteca Archivio Emilio Sereni e dalla senatrice Maria Teresa Bertuzzi.

Al centro dei lavori il ruolo e la figura degli agricoltori anziani. Che si fanno carico di perpetuare il lavoro agricolo, di custodire l’ambiente, di trasmettere saperi alle giovani generazioni. Ma anche una forte rivendicazione della dignità dell’agricoltore anziano. Su questo tema è incentrata l’introduzione di Del Carlo. Quattro i punti focali per l’assemblea. Il primo è il ruolo dell’agricoltore: “Dovendo definirlo – ha spiegato Del Carlo – direi che è un centromediano metodista come s’usava dire un tempo nel calcio. Essendo un ruolo importante in una squadra di calcio, vi si arriva in genere avendo requisiti particolari sia tecnici che personali; oltre alla tecnica calcistica serve esperienza e prestigio riconosciuto dai propri compagni”. Andando oltre la metafora, significa rivendicare all’agricoltura e agli agricoltori d’essere stati argine alla crisi, di aver assicurato la tenuta sociale e di essere oggi centrali nella proposta di un modello di sviluppo sostenibile ed equilibrato. Ma perché questo sia, è indispensabile che l’agricoltore anziano ritrovi a pieno la sua dignità e gli venga riconosciuto un ruolo sociale, culturale ed economico. E qui si pone il tema dell’invecchiamento attivo “che non deve essere solo uno slogan evocato, ma una strategia praticata”.

Il secondo è la condizione economica degli agricoltori e dei pensionati in particolare. Del Carlo è deciso con il Governo: “L’Imu agricola è un’imposizione sbagliata e ingiusta nei confronti delle aziende agricole -ha evidenziato- ma diventa assurda quando questa colpisce gli agricoltori pensionati, che di fatto svolgono, con grande sacrificio e dedizione, una funzione sociale e di servizio al territorio; una funzione che dovrebbe essere incoraggiata e premiata, invece adesso è incomprensibilmente penalizzata”

Ma ancora più pressante si è fatta la rivendicazione del vicepresidente e di tutta l’Anp sulla questione delle pensioni. “Dignità e giustizia sociale sono state le ragioni che ci hanno spinto ad aprire un contenzioso con il governo -ha detto- per chiedere un intervento migliorativo sulle pensioni basse. Lo abbiamo fatto quasi da soli nel panorama delle associazioni dei pensionati con due manifestazioni nel dicembre scorso a Bologna e Bari e adesso con la raccolta di firme a sostegno di una petizione che chiede un intervento di giustizia sociale per restituire dignità alle persone, ai pensionati appunto, in particolare per quella parte che riceve un trattamento pensionistico sotto i mille euro”.

“E’ una piattaforma di rivendicazione aperta ed equilibrata, precisa e responsabile -ha aggiunto il presidente dell’Anp Vincenzo Brocco-. Chiede un intervento immediato per recuperare la perdita del potere d’acquisto delle pensioni basse perduto in questi anni; chiede di adeguare il trattamento minimo a 650 euro come stabilisce la Carta Sociale Europea; chiede di dotare il paese di un sistema socio-sanitario efficiente e moderno per tutti i cittadini, una sanità pubblica e universalista organizzata sul territorio con servizi adeguati nelle aree rurali e montane, chiede una politica strategica verso la non-autosufficienza per il sostegno economico e organizzativo alle persone e alle famiglie colpite da questi problemi”.

Il terzo punto focale dell’assemblea è il ruolo che gli agricoltori anziani hanno svolto e svolgono nella conservazione, tutela e perpetuazione del patrimonio agricolo. Oggi che si parla di gastronomia, di valore del made in Italy, di biodiversità, non va dimenticato che è stato per merito degli agricoltori che hanno saputo coniugare tradizione e innovazione se l’Italia conta su questo immenso patrimonio. “Gli anziani possono insegnare molto a riguardo -ha osservato Brocco-. Pensiamo in particolare allo storico ruolo fondamentale della donna nella famiglia contadina; vera protagonista non solo della governance alimentare ma anche di tutto ciò che attiene alla vita sociale e relazionale della famiglia.”

Infine il quarto decisivo pilastro: il passaggio generazionale che in Cia e solo in Cia si è estrinsecato in uno straordinario patto tra pensionati dell’Anp e giovani agricoltori di Agia. Ha ricordato Del Carlo: “L’avventura imprenditoriale di un giovane, in agricoltura, ha bisogno certo di essere incoraggiata con norme appropriate di sostegno finanziario, in primo luogo il premio d’insediamento, poi il credito, l’assistenza tecnica, la consulenza economica, il marketing. Ma per il governo della complessità serve, anzi è indispensabile, il supporto della conoscenza e dell’esperienza che solo l’agricoltore anziano può dare. In sostanza si propone anche qui un patto fra generazioni; un legame che favorisce sia il trasferimento delle conoscenze sia l’insegnamento e l’educazione all’approccio con i problemi reali di gestione e programmazione dell’impresa agricola”.

Tutto questo, però, inquadrato in una proposta sistemica che è il documento “Il territorio come destino” elaborato dalla Cia e che sarà riversato nella “Carta di Milano” come testimonianza attiva della centralità agricola. Ha sottolineato il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino, tenendo le conclusioni dell’assemblea dell’Anp: “Il territorio come destino non è un dettaglio di una proposta; è una visione dello sviluppo e dell’organizzazione sociale in cui gli agricoltori, e gli agricoltori pensionati in primis, sono i centrocampisti della società e dello sviluppo. In quel ruolo lì -ha chiosato Scanavino- i giocatori generalmente hanno una carriera più lunga; sono preziosi nelle squadre anche in età calcisticamente avanzata”. Ma ora la palla passa al governo perché risponda su pensioni e Imu agricola. Per dare un futuro agli anziani e, con loro, all’agricoltura italiana.


Fonte: Cia nazionale