La stretta sulle compensazioni tra imposte diverse tra loro e con i contributi previdenziali interesserà anche i crediti inerenti le imposte sui redditi e l’IRAP.
Se di importo superiore a 5mila euro, potranno essere utilizzati in compensazione solo dal decimo giorno successivo a quello di invio all’Amministrazione finanziaria della dichiarazione dei redditi. Se di importo inferiore a 5mila euro, potranno essere utilizzati in compensazione fin dal primo giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta.
Tale disposizione si applica ai crediti maturati nel 2019 e questo causerà non pochi problemi di gestione delle compensazioni nel 2020, in particolare con l’eventuale debito IVA annuale.
Ricordiamo al lettore che dal primo gennaio del prossimo anno, scatta l’obbligo di trasmissione del modello F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, anche per i soggetti non titolari di partita IVA.
Il decreto fiscale di accompagnamento alla legge di Bilancio che introduce questa nuova stretta sulle compensazioni, dispone, con decorrenza da marzo 2020, una sanzione di mille euro se il contribuente utilizza indebitamente crediti in compensazione.
L’Agenzia delle entrate comunicherà all’interessato l’impossibilità di effettuare il pagamento della delega con compensazione entro trenta giorni dall’invio della medesima delega.
Nei successivi trenta giorni, il contribuente potrà regolarizzare la posizione effettuando il versamento correlato alla regolarizzazione del credito necessario a sostenere la compensazione.
In caso di omesso versamento, l’Agenzia disporrà l’iscrizione a ruolo della sanzione.


