L’aumento di tracce di fitofarmaci nelle falde acquifere pistoiesi, come evidenziato dai dati dell’Arpat sull’inquinamento, non lascia indifferenti i vivaisti.

C’è grande attenzione fra le aziende vivaistiche – sottolinea la Cia Toscana Centro – anche se, attualmente sembrano mancare alternative al glifosato, utilizzato per le colture a pieno campo.

«L’ambiente è sempre più una priorità per tutte le aziende agricole e florovivaistiche del nostro territorio – afferma Sandro Orlandini, presidente Cia Toscana Centro – e gli sforzi fatti fino ad oggi, dalle nostre imprese vivaistiche sono molti e sono importanti, nella direzione di una riduzione dell’impatto ambientale. I dati di inquinamento del 2019, riportati da Arpat, maggiori rispetto agli anni precedenti, sono anche dovuti alle minori precipitazioni rispetto al 2018 e 2017 dove i numeri dei pesticidi nelle acque erano sensibilmente inferiori.

Al momento dobbiamo anche constatare, purtroppo – prosegue Orlandini –, che alternative efficaci al glifosato o altri erbicidi, non ce ne sono, e senza questi prodotti diventa un grande problema per l’intero settore vivaistico pistoiese continuare a fare produzioni a pieno campo, con i numeri enormi che abbiamo. Con le conoscenze attuali, questi erbicidi come il glifosato, restano l’unica strada praticabile per una produzione vivaistica importante, per cui è necessario che le aziende vengano messe di fronte ad alternative, anche per il futuro, in cui questi prodotto saranno vietati.

Cosa diversa per la vasetteria, dove anche attraverso l’uso di pacciamanti naturali, sono stati fatti dei passi in avanti importanti nella riduzione dell’utilizzo di questi principi attivi, anticipando i tempi rispetto ai divieti. Anche se, pure con queste produzioni, delle alternative chimiche più compatibili con l’ambiente e a prezzi accessibili, sarebbero molto importanti. La sostenibilità ambientale, senza dubbi, passa anche dalla sostenibilità economica delle singole aziende, quelle più grandi e quelle più piccole» conclude Orlandini.