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Gennaio 2019, il corsivo del Cugino Emme: “Bufal-Game”

2019-01-14T12:44:31+00:0014 Gennaio 2019|Il corsivo del Cugino Emme|

Il Cugino Emme / Twitter: @cuginoemme


Dopo esserci (ed avervi) intossicati fino alla nausea con le miserie della politica-avanspettacolo nostrana, questa volta, cercando di disporci in positivo verso il nuovo anno, vi proponiamo di giocare con noi al “Bufal-game” di Natale, per testare la vostra capacità di riconoscere le fake news.

La potente macchina informativa dei nostri cugini di campagna (amica) di Coldiretti, al cui cospetto noi miseri agenti della Cia dobbiamo umilmente inchinarci, ci ha ammorbati anche quest’anno con il solito lancio a spaglio di statistiche natalizie sulle materie più disparate, a 370° per dirla con un noto esponente del Governo.

Noi ne abbiamo aggiunte alcune all’elenco, a voi il compito di individuare questi falsi d’autore:

  • Secondo Coldiretti, le famiglie italiane hanno impiegato mediamente 3,6 ore per preparare il pranzo di Natale;
  • Coldiretti ci informa che dopo il pranzo di Natale, le famiglie italiane hanno eruttato per via orale ed altre vie sottostanti, circa 0,5 milioni di tonnellate di gas climalteranti;
  • L’ufficio studi di Coldiretti fa sapere che a capodanno il 90% degli italiani ha bevuto spumante (il restante 10% è costituito da infanti ed astemi);
  • Fonti riservate attribuite a Coldiretti fanno trapelare che, anche per il 2018, il panettone ha prevalso sul pandoro nei consumi degli italiani;
  • Sempre secondo Coldiretti, il 73% delle statistiche di Coldiretti sono inventate di sana pianta, mentre l’attendibilità del restante 27% è pari alle cifre della legge di bilancio appena approvata.

Dovete ammettere che siamo stati buoni, non è difficile indovinare!

Vi possiamo però svelare una novità sconvolgente, emersa dalle accurate indagini del nostro istituto demoscopico “Emme-Ricerche”: tutte le statistiche dell’elenco, vere o false che siano, hanno in comune una caratteristica, la loro totale inutilità.

Su 2,04 milioni di italiani intervistati, il 92% ha risposto “E chi se ne frega!”; solo l’8%, una ristretta minoranza costituita prevalentemente da romani e più incline all’uso di espressioni dialettali colorite, ha preferito il più tradizionale “E ‘sti cazzi!”.

Chiedendovi perdono per il termine volgare (ma la scienza non ammette censure), auguriamo di cuore…

Buon anno e buona Emme a tutti.


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 1/2019

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