di Raffaele Marras


Medieval Tuscany town - San Gimignano, ItalyNel contesto attuale, caratterizzato da una carenza di risorse, sta venendo fuori il tema della riorganizzazione complessiva delle politiche pubbliche finalizzate allo sviluppo territoriale. In questi mesi è stato avviato un dibattito ricco di contributi sulla riorganizzazione e innovazione degli investimenti pubblici che ha visto impegnato in prima persona l’ex ministro Fabrizio Barca il quale al Mef (Ministero per l’economia e la finanza) ha lavorato, insieme al suo staff e alle regioni, alla messa appunto di un nuovo programma per gli investimenti e lo sviluppo locale, denominato “place – based”. Questo progetto è stato oggetto di un dibattito organizzato dall’Irpet a Palazzo Strozzi Sacrati lo scorso 18 settembre e ha visto presenti, fra gli altri, lo stesso Barca e il Presidente della Regione Enrico Rossi.

Questo nuovo approccio alle politiche territoriali sposta l’attenzione e gli investimenti dai settori e dai soggetti verso i territori, calibrando tutti gli sforzi a seconda delle peculiarità del luogo (place). Pertanto la strategia territoriale di sviluppo, immaginata rispetto al ciclo di programmazione dei fondi comunitari 2014-2020, vedrà una ripartizione delle realtà locale in tre dimensioni: città metropolitane, città medie e aree interne.

Queste ultime sono particolarmente interessanti per l’agricoltura, poiché interessano tutte le aree periferiche e deurbanizzate. Queste realtà sono accomunate dalla bassa accessibilità ai servizi di cittadinanza: l’offerta di istruzione superiore, la presenza di ferrovie e stazioni ferroviarie di livello Silver, la presenza di ospedali di 1° livello. L’idea di fondo è quella di riorganizzare i servizi per la popolazione in maniera più funzionale alle esigenze (precondizione per lo sviluppo) per poi individuare percorsi di sviluppo legati al raggruppamento di più comuni (mediante unioni dei comuni o per poli).

Resta da capire quale sarà l’applicazione e l’impatto sui territori di questo nuovo approccio, ma già da ora si può capire quale sarà il suo punto di forza: la valorizzazione del potenziale socioeconomico di ogni singolo territorio. Con la scarsità di risorse attuale la politica di sviluppo per settori, precedente a quella “place based”, avrebbe avvantaggiato ancor di più le realtà più ricche e strutturate a discapito delle aree periferiche e di una crescita che deve essere armoniosa e tener conto della campagna come della città.


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 10/2015