Sergio Staino, la vignetta per il numero di Dimensione Agricoltura di marzo 2021


Niccolini se ne è andato domenica 21 febbraio, all’età di 72 anni, nella sua casa di Colle di Val d’Elsa, un protagonista della storia della Confederazione e fondatore di questo giornale

Giordano Pascucci, direttore Cia Toscana

In tutti questi anni, oltre quaranta, abbiamo lavorato insieme per tanto tempo, prima alla Cic di Siena e poco dopo in Cia Toscana ricoprendo entrambi incarichi di primaria responsabilità, nel proseguo con ruoli “invertiti”. Le occasioni di confronto sono state innumerevoli, tante ed infinite le discussioni, spesso con visioni diverse, a volte anche lontane.

Ma nel compagno Enio abbiamo (ho) trovato sempre un dirigente con il quale confrontarsi in maniera schietta, una persona alla quale confidare preoccupazioni o chiedere consigli su questioni delicate o complesse.

Un dirigente vero, autentico ed autorevole, mai banale, al quale venivano affidati dossier delicati (che può sembrare una contraddizione per il modo di esprimersi spesso diretto e mai sottovoce che mascherava invece riservatezza e competenza), figlio di quella ruralità di cui andava fiero, portavoce autentico delle campagne toscane e della sua Valdelsa.

Enio in particolare si è contraddistinto come responsabile di organizzazione, ruolo che ha ricoperto con grande competenza promuovendo l’innovazione e l’evoluzione del nostro sistema confederale, affermando il ruolo primario e strategico della comunicazione. È stato interprete e promotore di tante iniziative a seconda dei ruoli ricoperti, Cia e Anp, ma ci piace identificarlo con la testata unica regionale (modo goliardico per prenderlo in giro) essendo stato il fondatore di Dimensione Agricoltura, il mensile della Cia Toscana, che proprio nel 2021 celebra il trentennale e di cui lui andava sempre fiero.

Certamente assieme al grande vuoto che lascia in tutti noi, ci mancheranno il suo carisma ed il suo vocione ma ci consegna un patrimonio di idee e di esperienze, di “battaglie” sindacali, di tanti momenti fatti di spensieratezza e di condivisione.

Ciao compagno Enio.


Saggezza contadina, tecnica del comunicatore autodidatta

Valentino Vannelli, direttore Dimensione Agricoltura

21 febbraio, la notizia inizia a circolare su diverse chat: è deceduto Enio Niccolini, l’amico, il fratello maggiore, il Compagno Enio.

La morte di Enio ci coglie tutti impreparati, sorpresi; tutto molto in linea col suo modo di manifestarsi a noi, perché Enio finiva sempre per sorprenderci. Quando eravamo stanchi – “mosci” diceva Enio – magari perché qualcosa non andava per il verso giusto, Enio arrivava, ascoltava, ci pensava sopra un po’ e poi iniziava a salmodiare i suoi Dei e ci richiamava alla realtà, ci rammentava le nostre responsabilità, ci sorprendeva con la sua energia. E ci rimetteva in carreggiata: basta con tutte queste sciocchezze, pancia a terra, dobbiamo finire il lavoro avviato!

Lavoro, sindacato, politica. Un insieme di argomenti, prospettive, progetti da realizzare o realizzati che Enio metteva nel suo frullatore per poi somministrarne il succo in dosi abbondanti agli amici, alle persone alle quali voleva bene. E dosi piccolissime a quanti – a suo dire – non avrebbero apprezzato, non avrebbero capito. Inutile spiegare a chi non vuole capire. Saggezza contadina. Tecnica del comunicatore autodidatta.

Prassi autentica del Compagno Enio, dell’iscritto al PCI giovanissimo e poco dopo già impegnato nel lavoro organizzativo del suo partito “a Colle” (la sua Colle Val d’Elsa con l’onnipresente Piazza Arnolfo). Dal PCI “di Colle” alla Federazione senese, sempre nel settore organizzazione e propaganda, una stagione formativa importante che arricchì Enio di sapere, di molto saper fare e di una quantità industriale di sapere essere. Di sapere essere dirigente, ovviamente.

Il suo arrivo nel movimento sindacale contadino, alla Cic senese, fu degli anni ’80. Enio non è stato un fondatore della Cic che, come noto, nacque nel dicembre del 1977; tuttavia negli anni di lavoro sindacale si è meritato un posto nel nostro Pantheon dei fondatori perché Enio ne è stato un autentico costruttore. Riferimento organizzativo per consolidare la Cia in tutta la Toscana, formatore, tutore e “chioccia di un gruppo di giovani di belle speranze” – come ogni tanto si definiva – gran parte dei quali è poi diventato gruppo dirigente, costruttore dell’Associazione Pensionati della Cia, l’Anp, nella quale Enio ha ricoperto a lungo l’incarico di Presidente regionale e con la quale si è impegnato sino ad essere eletto Vicepresidente nazionale vicario.

In una chat è comparso un pensiero dedicato a Enio che ne è un ottimo ritratto “quando penso ai comunisti della mia generazione penso a lui, alle sue qualità politiche ma soprattutto umane: caparbio, orgoglioso, tenace difensore delle sue idee, magari poco incline a mettersi in discussione, ed insieme onesto, leale, generoso e con un grandissimo cuore!”

E quando è arrivata la pensione eccolo nuovamente impegnato a costruire il vigneto, mai fermo. Il riposo per ricaricare le batterie per poi ripartire con la stessa energia, con nuovi progetti, con tanto entusiasmo. Per molti di noi un maestro di semplicità, del tenere sempre i piedi a terra bel saldi. E sempre con qualche buona soluzione da adottare, col buonsenso.

Sorprendente anche negli affetti, con tanta riservatezza per la famiglia, l’amore profondo per Claudio e Patrizia che quando parlava di loro abbassava i toni, parlava di loro quasi sottovoce perché forse di fronte agli affetti forti, naturali, pieni e senza condizioni, quali quelli che lo legavano al figlio ed alla moglie, Enio sentiva di essere indifeso. Sentiva che di fronte a questi affetti la sua tuta di “costruttore” era inadeguata, e doveva indossare i panni buoni, quelli della domenica. E poi la passione calcistica, la Fiorentina, e l’abbonamento in curva Maratona. Anche allo stadio via la tuta del costruttore, libero dall’aplomb del dirigente sindacale, libero di urlare ed abbracciarmi dopo un gol di Batistuta.

E infine il giornale, il fantastico lavoro di costruzione di Dimensione Agricoltura quando la tuta del costruttore diventa quella del fondatore. Perché Dimensione Agricoltura, il giornale della Cia della Toscana cui iniziò a dedicarsi proponendolo come “testata unica regionale”, cioè contenitore e referente dell’attività svolta dalla Cia nella nostra regione per la salvaguardia dell’agricoltura e delle aree rurali, è fortemente voluta e realizzata da Enio Niccolini. Anche se molti di noi l’hanno accompagnato e sostenuto in questa avventura, è innegabile che senza la sua caparbietà, senza la sua determinazione, questo giornale non avrebbe avuto vita.

Enio non ha avuto occasione di firmare questo giornale come Direttore responsabile, talvolta le circostanze non rendono il giusto merito a chi ne avrebbe diritto, non di meno la sua creatura deve molto a lui, all’amicizia che grazie al giornale dichiarava essere nata e che nutriva per Sergio Staino.

Spero che prima o poi la nostra testata riporti “Dimensione Agricoltura, giornale fondato da Enio Niccolini”, nel frattempo… Enio, ci manchi, maledizione!


Enio ci sei!

Enrico Vacirca, presidente Anp Cia Toscana

E come non puoi esserci ancora fra di noi con il tuo vocione, la tua baritonale risata!!! In questa sede di Novoli non ci sei mai stato, ma risuona comunque la tua voce in ognuno di noi. Quel “nostro” giornale, Dimensione Agricoltura sei tu, di qualità, pieno di colori e di vivacità, pieno di idee, quella “testata unica” sei tu.

Ci siamo conosciuti a Castiglione della Pescaia, durante un seminario dell’Inac, abbiamo legato subito, infatti le nostre attività in questa organizzazione da allora si sono intrecciate, fra patronato e pensionati, fra sociale ed impresa.

È stato un piacere ed un onore lavorare al tuo fianco, e volte rimanevo indietro e cercavo di raggiungerti, ma un maestro di politica, di integrità, di vita è sempre un maestro… ed ancora lo sei… sempre avanti di una spanna.
Sei stato ideatore e forza motrice del Progetto Mater Tosca, nonché dello Sportello del Pensionato, che cerchiamo ancora a fatica di realizzare come lo avresti voluto tu… ma tu ci sei, “dacci la linea”!

Non sei solo un patrimonio di questa organizzazione o della sinistra ma anche di altri per l’impegno che hai profuso nel Cupla, il Coordinamento Unitario fra le Associazioni dei Pensionati del Lavoro autonomo per quello spirito unitario che ti contraddistingueva.

I sani principi morali e di concretezza politica, che tu hai portato come “dote” a Cic prima ed a Cia poi, ne sono ancora i caratteri fondanti insieme al tuo patrimonio rappresentato da un carattere forte e combattivo, caparbio, ma nello stesso tempo socievole, generoso con una grandissima bontà d’animo. Uno di quei punti di riferimento che purtroppo si vanno esaurendo in questa società per questo ci sei ancora necessario. Sarai ancora nella tua azienda familiare e mi farai assaggiare ancora con orgoglio paterno – perché insieme a Claudio, tuo figlio -, i tuoi vini ed il tuo olio, mentre Patrizia mi farà vedere le vostre piante grasse.

Insieme a Gianfranco non fatemi sentire piccolo piccolo, datemi una mano ancora. Grazie.


Il cordoglio dell’Anp

«Sgomento, dolore e tristezza profonda, sono alcuni dei sentimenti che provo ora». È il presidente di Anp Cia, Alessandro Del Carlo a parlare, esprimendo il cordoglio personale e dell’associazione nazionale pensionali di Cia-Agricoltori Italiani per la morte di Enio Niccolini, una vita intera a servizio dell’organizzazione in Toscana e di Anp Cia.

Enio, ricorda Anp Cia, apparteneva a quella generazione di dirigenti politici che è riuscita con l’azione e con l’esempio, per un verso a infondere principi e valori e per l’altro, metodi di lavoro e forme organizzative capaci di dare sbocco concreto alle lotte e alle rivendicazioni degli agricoltori e dei pensionati. Sapeva unire notevoli doti politiche, guidate da ragione e sentimento, a qualità umane raramente riscontrabili altrove. Dotato di una forte volontà, difendeva con caparbietà e orgoglio le proprie convinzioni, magari poco incline a mettersi in discussione, ma con onestà intellettuale e coerenza. In sostanza era generoso, leale e con un grandissimo cuore. Inoltre, aggiunge Anp Cia, era molto sensibile ai temi della comunicazione e per questo aveva fondato il giornale di Cia Toscana ‘Dimensione Agricoltura’.

«Ripeteva continuamente che gli associati hanno il diritto di avere le informazioni dalla confederazione – sottolinea, oggi, Alessandro Del Carlo – mentre i temi del sociale e della sanità nelle aree rurali, l’agricoltura sociale, il sistema dei servizi civili per le imprese e per le persone, li ha portati avanti con capacità e innovazione. Sua l’idea dello ‘Sportello del Pensionato’. Suo l’impegno su questioni che sono tutt’ora al centro dell’azione di Anp Cia».

«Ho difficoltà a parlarne senza essere assalito dall’emozione – aggiunge un commosso Alessandro Del Carlo -. Devo molto a Enio per quello che mi ha insegnato, l’aiuto e l’incoraggiamento che mi ha sempre manifestato nel mio percorso confederale, compreso l’impegno attuale in Anp Cia. La nostra comunità è da oggi più povera, ci mancheranno le sue critiche pungenti e le opinioni preziose, come quelle del suo ultimo intervento all’assemblea nazionale».

Alla famiglia, alla moglie Patrizia e al figlio Claudio, l’abbraccio di tutta Anp Cia con l’amarezza di non aver potuto esprimere le condoglianze di persona né purtroppo, a causa del Covid, aver portato l’ultimo saluto. Ciao Enio.


Un uomo di Sinistra

Susanna Cenni, deputata

Una notizia davvero triste la scomparsa di Enio Niccolini, un uomo di Sinistra un uomo impegnato per l’agricoltura, una persona per bene, con cui era sempre un piacere confrontarsi. Davvero troppo presto. Un abbraccio grande ai suoi familiari.

Simone Bezzini, assessore alla salute della Regione Toscana

Una notizia mi ha colpito al cuore. Non sono bravo in queste cose e non amo la retorica, ma qualche parola mi sento di dirla. Ci ha lasciato Enio Niccolini, un compagno e un amico. Con lui se ne va un dirigente storico della sinistra colligiana e della Confederazione Italiana Agricoltori. Militante serio e appassionato, mente acuta e spirito critico, a tratti brontolone, lascerà un vuoto impossibile da colmare. Di lui tutti hanno sempre riconosciuto la passione e lo spirito battagliero, ma mai settario. Le mie condoglianze alla moglie Patrizia, al figlio Claudio e alla famiglia tutta. La cosa che mi mancherà di più saranno le discussioni appassionate. L’ultima volta che ci eravamo visti ci eravamo ripromessi di fare una chiacchierata e invece… Da oggi ci sentiremo tutti più soli. Grazie Enio di quello che ci hai dato, ci mancherai.


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 3/2021