Nella legge di stabilità presentata dal Governo ai due rami del Parlamento uno specifico comma si proponeva di ripristinare l’IVA al 10% per il pellet. Ma al Senato il testo della legge di stabilità approvato dall’aula contiene un emendamento che ripropone l’aumento dal 10 al 22%.

di Marino Berton, Direttore Generale AIEL


aiel_sitoLegnaro (Padova), 24 novembre 2015 – La recente cronaca sulla vicenda dell’aliquota IVA sul pellet sta assumendo toni assurdi, contradditori e a tratti quasi umoristici, se non fosse che poi gli effetti negativi si riversano su milioni di famiglie che usano questo combustibile per riscaldarsi.

Nella legge di stabilità 2014, con un colpo di mano dell’ultima ora a cura di alcuni parlamentari, l’IVA sul pellet era stata aumentata dal 10 al 22%. Ma ad aggravare la sorpresa e il rammarico, la formulazione dell’emendamento poi approvato dalla legge indicava, come destinazione delle risorse generate dall’aumento dell’IVA, un fondo istituito per la riduzione della pressione fiscale. Come Associazione abbiamo immediatamente attivato una petizione che ha raccolto migliaia di firme per evidenziare l’assurdità dell’aumento e la richiesta del ripristino dell’aliquota originaria.

Nella legge di stabilità presentata dal Governo ai due rami del Parlamento le istanze di molti cittadini sembravano aver trovato una risposta positiva. Infatti in quel testo uno specifico comma si proponeva di ripristinare l’aliquota del 10% per il pellet.

Ma questo balletto sembra non trovare fine e al Senato il testo della legge di stabilità approvato dall’aula contiene un emendamento che ripropone l’aumento dal 10 al 22%.

Ora il testo passa all’esame della Camera e al momento quindi non sappiamo ancora se ci saranno nuovi ribaltoni o conferme per questo assurdo e ingiustificato aumento. Solo alla fine quando lo stesso testo sarà approvato dalle due camere sapremo l’esito di questa ridicola «telenovela».

L’iniziativa di AIEL in ogni caso non si fermerà, utilizzeremo ogni occasione utile per contestare fermamente questa scelta sbagliata sotto ogni profilo, che danneggia oltre due milioni di famiglie che utilizzano il pellet come concreta soluzione per risparmiare sui costi di riscaldamento, che danneggia le imprese del settore e tutto l’indotto proprio nel momento in cui si cerca faticosamente di uscire dalla crisi economica, che provoca una contrazione alla produzione di energia termica rinnovabile e quindi allontana il raggiungimento degli obiettivi europei al 2030 recentemente sottoscritti da tutti i Paesi membri dell’Unione.

Il pellet è un combustibile che sostituisce i combustibili fossili, come il petrolio, il gas e i loro derivati, il cui massiccio uso è considerato tra i primi responsabili del cambiamento climatico in atto.

Alle soglie della Conferenza delle Parti di Parigi, dove si decidono gli impegni stringenti di tutti i Paesi per abbandonare i carburanti fossili, se la scelta di aumentare l’IVA sul pellet fosse confermata saremmo di fronte a un’assurda contraddizione tutta a favore delle lobby dal petrolio.