di Giuseppe Chionetti, Associazione tutela e valorizzazione della gallina livornese – Club Italiano Razza Livorno


I primi esemplari di polli livornesi, partiti dal porto di Livorno, arrivarono negli stati Uniti tra la fine del decennio 1820 e gli inizi del 1830. Purtroppo mancano informazioni precise di questo “sbarco” che solo in seguito diventerà storico per tutti gli allevatori avicoli. A quei tempi, data la durata della traversata e l’inesistenza delle celle refrigerate, le navi caricavano nei porti di partenza, oltre a diversi alimenti di lunga conservazione, anche una certa quantità di pollame per rifornire di uova fresche e di carne il personale di bordo e quello viaggiante. Giunti a destinazione, i polli rimasti in vita venivano venduti o ceduti ai marinai che li portavano alle loro case.

Queste prime introduzioni dei polli Livorno nel nuovo continente non erano degne di nota e di conseguenza di essere registrate o riportate nelle cronache locali. Pertanto l’arrivo in America di questi primi esemplari fu documentata solo dopo molti anni da persone ormai anziane, che potevano anche confondere facilmente le date esatte di quegli eventi. Questi primi esemplari di polli livornesi avendo suscitato l’attenzione degli allevatori americani per la loro bellezza e l’elevata produzione di uova, si diffusero rapidamente con il nome di Leghorn chicken. Nel 1868 la varietà bianca fu importata in Gran Bretagna dall’America e due anni più tardi seguì anche la varietà dorata. La razza venne accolta con molto entusiasmo dagli allevatori britannici, tanto che nel 1876 nacque il “Leghorn Club”, il primo club di razza avicola nella storia dell’avicoltura. Il primo ceppo di Livorno dorate importate in Gran Bretagna vinse un premio all’Esposizione Avicola del Crystal Palace di Londra. Il secondo club europeo a nascere è stato quello olandese: il “Dutch Leghorn Club”. Fondato il 18 gennaio 1918, pubblica tre volte all’anno una rivista dal titolo “De Leghorn’’ e gestisce un sito web all’indirizzo www.leghorn.nl con dettagliate informazioni sulla razza. In seguito gli avicultori fondarono club della gallina livornese un po’ in tutto il mondo operando attivamente per la sua protezione e diffusione.

L’apprezzamento e la diffusione della gallina livornese nel mondo deriva dal suo rapido accrescimento e rusticità, ma soprattutto dalla elevata produzione di uova che può arrivare anche a 300 uova all’anno.

Finalmente a cavallo del 1930 i pregi della razza Livorno furono messi a frutto anche in Italia. Il ministero dell’agricoltura dell’epoca dispose la distribuzione di galli Livorno bianchi (detti galli miglioratori) in tutti gli allevamenti rurali d’Italia, allo scopo di migliorare la produzione di uova nelle “figlie” delle galline locali. In pratica i galli Livorno furono inviati ad accoppiarsi con tutte le galline di ogni allevamento rurale della nazione. I rapporti del ministero riportano che l’operazione “gallo miglioratore” ebbe pieno successo: la produzione di uova delle figlie delle galline locali si era elevata con una media del 51,4 %.

Paradossalmente, per l’inerzia del nostro paese, la razza della gallina Livorno Italiana fino al 2005 ufficialmente in Europa non esisteva. In Italia gli allevatori italiani avevano completamente trascurato la loro razza autoctona, che nel tempo perse le caratteristiche originarie. Infatti, fino a 16 anni fa le nostre galline autoctone nei campionati avicoli europei venivano giudicate con gli standard della Leghorn inglese o della italianer tedesca! Grazie all’impegno ed alla tenacia del toscano Fabrizio Focardi che, con il sostegno di Geri Giastra presidente del club olandese, è riuscito con determinazione a far riconoscere a livello europeo lo standard italiano della Livorno.

Il lavoro e la passione degli allevatori italiani per questa razza “made in Toscana”, sono stati coronati da un ambito trofeo europeo. Arnaldo, un meraviglioso Gallo Livorno dell’allevatore bresciano Ugo Cavagnini, nel novembre 2015 ha vinto per l’Italia il premio europeo di bellezza, alla mostra avicola europea tenutasi a Metz in Francia. La mostra si tiene ogni tre anni in una diversa città d’Europa designata dal comitato organizzatore.

A conferma del proverbio “nessuno è profeta in patria” il Club Italiano Razza Livorno (CIRLiv) è nato, grazie alla volontà di uno sparuto gruppo di volontari, solo cinque anni fa, esattamente l’otto ottobre del 2016 (140 anni dopo quello inglese e 103 anni dopo quello olandese!), a seguito del primo convegno tenutosi a giugno 2016 dal titolo “Orgoglio e identità culturale della Gallina Livornese”. La sede del club è presso il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno. Poco dopo la sua nascita il club ha ottenuto il riconoscimento ufficiale della Federazione Italiana Associazioni Avicole (FIAV).

Lo standard della FIAV per la Livorno recita in estrema sintesi: pollo con tipologia mediterranea, snello, vivace e vigoroso, portamento elegante ed armonioso nelle proporzioni. Crescita veloce, buona deposizione e non attitudine alla cova. Dieci colorazioni di piumaggio: sparviero; bianca; blu; collo arancio; collo argento; collo oro, fulva. nera; collo (selvatica) oro bianco; bianca columbia nero. La cresta è rossa, ben sviluppata e ben dritta nel gallo. Cinque denti regolarmente formati, posizionati radiali all’occhio. Nella gallina la cresta è elegantemente ripiegata dopo il secondo dente senza coprire l’occhio.

La razza in purezza pur mantenendo una buona produzione di uova, viene allevata principalmente a scopo ornamentale dal momento che le sue caratteristiche estetiche la rendono particolarmente bella a vedersi. L’impegno degli allevatori in purezza, prevalentemente amatoriali, è rivolto alla conservazione e all’esaltazione degli standard estetici per la partecipazione alle mostre di settore e di razza. A livello nazionale gli allevatori amatoriali in purezza della Livorno, nelle sue diverse colorazioni, iscritti ad associazioni avicole aderenti alla Federazione Italiana Associazioni Avicole (FIAV) attualmente sono 123.

I polli livornesi sono molto attivi e vivaci, amano vivere all’aperto dove passano la maggior parte del tempo della giornata a raspare la terra in cerca di semi e di vermiciattoli. Questa razza non dovrebbe essere allevata in gabbia o a terra in capannoni affollati dove si stressano e sviluppano comportamenti anomali come la pica (plumofagia) e l’aggressività. Infatti negli allevamenti intensivi viene tagliato agli animali il becco. Di carattere è abbastanza ‘‘selvatica’’ e diffidente nei confronti dell’uomo, ma se abituata alla sua presenza, è facile che possa mangiare dalle mani del proprio allevatore. Infatti le galline livornesi che vivono libere nell’ampio parco del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo prendono abitualmente il cibo dalle mani dei ragazzi che frequentano il museo.

Le uova della livornese, dal caratteristico guscio bianco e dal tuorlo con un giallo molto intenso, sono molto ricercate ed apprezzate dai pasticceri e dagli chef. Sui siti dei principali allevamenti di galline livornesi ovaiole alla voce “i nostri clienti” si può vedere la presenza di molti ristoranti stellati e pluristellati. Il crescente interesse per i prodotti tipici e genuini ha portato allo sviluppo di numerosi piccoli allevamenti di galline livornesi per l’autoconsumo di uova bianche fresche e genuine.

Nonostante che gli allevamenti all’aperto della livornese utilitaria negli ultimi tempi siano aumentati ed ampliati, essi ad oggi sono ancora pochi (non superano la decina a livello nazionale) e la loro produzione non riesce a far fronte alle crescenti richieste di rivenditori e utilizzatori. Nell’attuale mercato ipercompetitivo l’uovo della gallina livornese rimane uno dei rari prodotti con una domanda superiore all’offerta e quindi può rappresentare un’opportunità d’impresa.


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 12/2021