È una sentenza scioccante quella emessa il 28 aprile scorso dal Tar del Lazio: tra i beni che possono essere oggetto delle attività agricole connesse, non può rientrare la produzione di pane. La sentenza è conseguente ad un ricorso presentato dalla Federazione Italiana Panificatori, Panificatori-IPPA e Affini, al fine di tutelare gli interessi dei propri iscritti.

L’Associazione ha ravvisato una distorsione del mercato, che trae fondamento dal regime di tassazione catastale dedicato alle attività agricole, nel quale rientra ma a questo punto è bene dire, rientrava, anche la produzione di pane. Produzione che ha visto negli anni dei cambiamenti non indifferenti già imposti dal legislatore nazionale.

Nel 2010 venne ricondotta nell’attività agricola destinataria del regime fiscale di favore (reddito agrario), la “produzione di prodotti di panetteria freschi”, già l’anno successivo notevolmente ridimensionata alla sola “produzione di pane”. L’inserimento della produzione del pane tra i beni che l’impresa agricola può ottenere dalla trasformazione dei propri cereali prima in farina e poi in pane, è stato ritenuto dalla suddetta Associazione “…illegittimo e discriminante per la categoria dei panificatori…”.

Illegittimità condivisa dai giudici del Tar, dato che per la produzione del pane anche gli imprenditori agricoli non utilizzano i prodotti primari (cereali) ma la farina, ottenuta dalla trasformazione dei primi. La panificazione quindi, rappresenta un’ulteriore trasformazione che non rientra, secondo i giudici amministrativi, nel novero delle attività agricole propriamente dette e come tale non può essere destinataria di una tassazione diversa da quella prevista per tutti i panificatori.

Vicenda che ricorda una similare problematica risolta anni fa in via interpretativa dall’Agenzia delle entrate e che riguardava la trasformazione dello yogurt in gelato. In quell’occasione l’Agenzia affermò che per poter beneficiare del regime fiscale dedicato al settore agricolo, all’imprenditore era ammessa una sola fase di trasformazione (dal latte allo yogurt); la seconda fare di trasformazione (da yogurt a gelato), aveva quale conseguenza la fuoriuscita dell’ultimo prodotto dal sistema di tassazione catastale.

La vendita di gelato prodotto con lo yogurt, a sua volta prodotto con il latte ottenuto dall’allevamento, rientra quindi nelle attività commerciali. Così come da adesso parrebbe rientrare la produzione di pane effettuata dagli imprenditori agricoli.

Staremo a vedere, la Confederazione e le altre Organizzazioni agricole hanno già interessato gli organi competenti per risolvere la situazione. E speriamo che sia finita qua…anche la pasta si produce con la farina ed anche la pasta può essere prodotta dagli imprenditori agricoli beneficiando del medesimo regime fiscale previsto per il pane. Almeno fino ad oggi. (c.t.)