Intervista a Alberto Giombetti, responsabile rapporti con il territorio della Cia

???????????????????????????????Con l’avvicinarsi della data di inaugurazione di Expo 2015, il primo maggio, la Cia organizza in tutto il Paese convegni ed incontri per dare un contributo importante alla stesura della Carta di Milano, il documento di sintesi della manifestazione. A Urbino e Orvieto due appuntamenti su temi molto attuali. Per parlare di cosa?

Ad Urbino abbiamo parlato di biodiversità per uno sviluppo italiano, l’esempio delle filiere zootecniche, ragionato intorno alle razze bianche italiane con particolare riferimento alla Romagnola, alla Marchigiana, alla Chianina. E poi anche di formaggi tentando di dare una risposta ai temi delle aree centrali e aree interne, con un ragionamento sulla biodiversità e la zootecnia. A Orvieto abbiamo invece parlato dei dissesti e del degrado, in particolare del dissesto idrogeologico e dell’impegno dei nostri imprenditori agricoli per far si che questo dissesto sia in qualche modo recuperato. E proprio recentemente il CIPE ha stanziato 700 milioni contro il dissesto idrogeologico.

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Temi importanti che la Cia porterà avanti anche con altre manifestazioni nei prossimi mesi?

Abbiamo individuato un tema, il “territorio come destino”, un percorso di sviluppo italiano. Si è voluto ragionare intorno al territorio – quest’anno è la nostra agenda politica insieme alle filiere, proprio perché l’agricoltura è punto di riferimento nei territori italiani -; e quindi attraverso questo percorso che stiamo facendo in Italia vorremmo portare un contributo alla Carta di Milano che, appunto, sarà l’atto conclusivo di Expo 2015, il bene immateriale che Expo lascerà all’umanità sarà la Carta di Milano.

Abbiamo coinvolto migliaia di persone, in particolare agricoltori ma non solo, studiosi, tecnici, sindaci, amministratori regionali, per vedere di dare un contributo al tema del territorio. Siamo partiti da Fontanafredda (in provincia di Cuneo), dove abbiamo parlato di impresa agricola per il paesaggio e l’identità del territorio, l’esempio vitivinicolo; poi il latte a Mantova; quindi di un nuovo rapporto città-campagna a Bologna.

A Campobasso, invece, abbiamo ragionato intorno alla tipicità, lo sviluppo e i brand del territorio, i marchi di origine Igp e Dop ma anche prodotti tradizionali; A Gallipoli di salute del territorio, sicurezza dei cittadini produttività per gli agricoltori, focalizzando l’attenzione sulle fitopatie. Nel nostro Paese, in questo momento a causa anche dell’apertura delle frontiere e dei cambiamenti climatici, si sono evidenziate molte fitopatie. Infine a Napoli abbiamo ragionato sullo sviluppo inclusivo delle aree interne.


Sandro Capitani, Radio 1 Rai – La Terra

Puoi ascoltare l’intervista audio a questo link: http://goo.gl/ZUXxse


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