“Cibo. La sfida globale”, è il titolo del libro scritto da Paolo De Castro, parlamentare europeo, politico e studioso dell’agricoltura uno che l’agricoltura italiana ed internazionale la conosce davvero bene

Buongiorno onorevole: vogliamo parlare di questa ‘sfida globale’ che racchiude tanti aspetti quella del cibo?

Diciamo che la grande sfida è legata ai temi di Expo 2015. Il libro, che con colleghi universitari abbiamo voluto scrivere, rappresenta un contributo a creare un dibattito a questa sfida. Riusciremo ad alimentare una popolazione mondiale che cresce e che domanda sempre più cibo spostando le diete verso consumi di prodotti zootecnici che consumano molto più mangimi, terra? Tutto ciò apre una riflessione molto complessa sulla quale ci si sta interrogando tutti; e noi ci auguriamo che grazie all’Expo si potrò dare un contributo, se non le risposte a tutte le domande, almeno farsi le domande giuste.

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Una sfida che si lega strettamente alla trattativa sul commercio internazionale: da quel punto di vista, a che punto siamo De Castro?

Con il fallimento dei negoziati multilaterali, oggi si è riaperto il tavolo dei accordi bilaterali e fra questi il più importante di tutti è senz’altro il rapporto transatlantico con gli Stati Uniti, il TTIP, è un accordo che vede impegnati i nostri negoziatori, siamo ancora nella fase iniziale perché i due parlamenti, quello europeo e il congresso americano, si esprimeranno nelle prossime settimane. Se i voti saranno positivi, è evidente che poi entriamo in una fase calda del negoziato e speriamo si possa riuscire a ottenere un buon risultato, sia sul lato dei dazi, delle barriere non tariffarie, ma anche sui maggiori e più rigorosi controlli delle nostre produzioni di qualità.

Sono temi in cui l’Europa ha un ruolo importante, lei ha una vasta esperienza a livello europeo; ecco qual è il ruolo dell’Europa?

Il ruolo dell’Europa è fondamentale, è evidente che i negoziatori sono europei e ci giochiamo la partita tutta a livello europeo. Ma in questo, sia il Parlamento da una parte con il controllo democratico, sia i governi dei 28 hanno un ruolo importante per indirizzari i nostri negoziatori comunitari verso una conclusione positiva. Ma ricordiamoci sempre che se non ci sarà un risultato che soddisfa il Parlamento europeo grazie ai poteri che ci offre il Trattato di Lisbona, noi siamo in condizione di bloccare e di votare contro.

Ecco, ovviamente è inutile di parlare di tempi, onorevole?

La difficoltà in questo momento è quella di prendere atto che è in corso un negoziato sul quale noi dobbiamo poter avere voce in capitolo; non possiamo pensare di lasciare una importante definizione di standard a livello internazionale totalmente nelle mani del Pacifico e degli altri importanti accordi che gli Stati Uniti stanno facendo, sarebbe una sconfitta per l’Europa.


Sandro Capitani, Radio 1 Rai – La Terra

Puoi ascoltare l’intervista audio a questo link: http://goo.gl/EbqNPB


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