Numerose le aziende agricole della Cia Agricoltori Italiani della Toscana impegnate nel sociale. Il direttore Giordano Pascucci: «Strumento molto importante, la nostra regione è all’avanguardia nella valorizzazione ed inserimento delle disabilità»

Importante protocollo sull’inserimento nel mondo delle imprese di persone con disabilità firmato quest’oggi a Palazzo Strozzi Sacrati, a Firenze, fra la Regione Toscana e le associazioni di categoria.

Per la Cia Agricoltori Italiani della Toscana ha partecipato il direttore Giordano Pascucci, che ha siglato la Convenzione quadro (ex art.14 del D.Lgs. n.276/2003): uno strumento finalizzato a favorire, attraverso progetti personalizzati, l’inserimento lavorativo di soggetti disabili che presentano particolari difficoltà, anche per adempiere agli obblighi di legge, attraverso le cooperative sociali.

«Si tratta di uno strumento e di una convenzione molto importante – sottolinea Pascucci – per l’inserimento lavorativo di soggetti disabili nelle aziende toscane. Questo importante accordo siglato oggi prevede che sia definita una convenzione trilaterale che coinvolga le imprese, le cooperative sociali ed i centri per l’impiego; per mettere in atto questa nuova opportunità che coniuga da una parte gli adempimenti e dall’altra queste figure di grande disabilità che altrimenti troverebbero difficoltà nell’inserimento nel mondo del lavoro».

«Le imprese agricole sono un tassello fondamentale – aggiunge Pascucci – in una regione all’avanguardia nella valorizzazione ed inserimento delle disabilità nel mondo del lavoro. La Toscana ha infatti delle esperienze di agricoltura sociale che potremmo definire ‘pioneristiche’, un grande lavoro è stato fatto in questo senso in passato dalla Regione Toscana e dell’Arsia, che ha saputo dare dignità ai lavoratori che presentano disabilità, attraverso anche una legge regionale che è un fiore all’occhiello in questo ambito. La Cia ha sempre dimostrato con i fatti, l’importanza sociale di questo segmento del settore rurale e sono numerose le nostre aziende agricole associate che possono hanno fatto questo tipo di percorso».

Cia Toscana – Comunicato stampa