Novità positiva annunciata dal governatore Rossi dopo oltre otto anni dal crollo del bacino. Per Cia Toscana necessario anche programmare realizzazione piccoli invasi in tutta la regione

«La notizia dell’inizio dei lavori alla diga del Montedoglio rappresenta una novità positiva ed auspicata da molto tempo per tutta l’agricoltura toscana; un intervento necessario per garantire i livelli di approvvigionamento idrico fondamentale per il settore, per gran parte delle colture e degli allevamenti. Importante è che si proceda in tempi rapidi con i lavori che dovranno riportare la diga al totale ripristino e funzionamento, dopo il tragico crollo del 29 dicembre 2010. L’agricoltura toscana ha già dovuto aspettare per troppo tempo».

È quanto sottolinea Luca Brunelli, presidente Cia Agricoltori Italiani della Toscana, dopo l’intervento di oggi del governatore Enrico Rossi durante un convegno sull’acqua pubblica che si è svolto in Consiglio regionale.

Secondo la Cia Toscana deve essere programmata anche la realizzazione di piccoli invasi in tutta la regione, per dare risposte concrete sui territori anche dove si è tagliati fuori dai grandi invasi.

«Quello della gestione dei laghetti ad uso irriguo – ha aggiunto Brunelli – ed il controllo delle acque piovane è un tema fondamentale: oltre a migliorare l’approvvigionamento nei periodi di siccità, una raccolta a monte delle acque limiterebbe gli allagamenti sulle strade – avvenuti per esempio nei mesi scorsi in provincia di Siena -, oltre a ridurre le frane e gli smottamenti che provocano tanti danni a strutture e viabilità».

Temi che la Cia Toscana aveva già lanciato e proposto in occasione dei lavori de Il Paese che Vogliamo che si è tenuto a Firenze nelle scorse settimane».

Cia Toscana – Comunicato stampa