Una campagna complicata quella del 2019 per il pomodoro da industria. Il maggior prezzo ottenuto, non ha consentito di compensare le minori rese.

Sul quantitativo prodotto, ha inciso nel Nord e Centro Italia l’andamento climatico del 2019, con le piogge continue ed il freddo registrato nei mesi di aprile e maggio, che hanno comportato lo spostamento in avanti dei trapianti, sottoponendo le piante alle successive ondate di calore che hanno compromesso il loro regolare sviluppo.

Per la stragrande maggioranza dei produttori agricoli della coltura del pomodoro da industria le ultime tre annate sono state avare di soddisfazioni (chi non ricorda la siccità del 2017?) senza ritorno economico, a fronte dell’impegno e degli investimenti effettuati.

Un aspetto positivo per il futuro della coltura, è che gli scenari sui mercati per i derivati del pomodoro, sembrano favorevoli. Non ci sarà dell’invenduto, causa anche le ridotte produzioni ed i prezzi stanno salendo, come dimostrato dal valore del prezzo del concentrato italiano che ha superato gli 800 euro a tonnellata.


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 2/2020