/Manovra. Anp Cia: «Preoccupa incertezza su modalità e regole per nuove pensioni»

Manovra. Anp Cia: «Preoccupa incertezza su modalità e regole per nuove pensioni»

2018-11-19T14:49:20+00:0016 Novembre 2018|Anp, Cia nazionale|

Le priorità dell’Anp: rispettare indicazioni Carta Sociale Europea su assegni più bassi, dando certezze ad anziani

Uno dei temi più attesi della manovra 2019 è il pacchetto previdenza, destinato a essere trattato in un provvedimento collegato alla legge di Bilancio. Il testo approdato alla Camera contiene, però, solo le indicazioni di carattere generale, le risorse stanziate per la revisione del sistema pensionistico e per le pensioni di cittadinanza. A oggi ancora non si conoscono le modalità e le regole che disciplineranno le duemisure; nel testo, sorprendentemente, si legge: saranno definite da “appositi provvedimenti” collegati alla manovra. Questa incertezza e la totale mancanza di indicazioni preoccupa l’Anp-Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani.

In particolare -spiega Anp- i requisiti per l’integrazione delle pensioni più basse sono ancora allo studio dei tecnici dell’esecutivo e resta il nostro impegno a verificare che non siano escluse categorie di pensionati al minimo come gli agricoltori.

Al Governo l’Anp-Cia sottopone nuovamente la propria piattaforma per un aumento delle pensioni basse, almeno al minimo vitale come indicato dalla Carta Sociale Europea, assieme a una serie di istanze e proposte che hanno come obiettivo generale quello di restituire dignità e giustizia sociale a tanti anziani nel nostro Paese.

Secondo l’Anp, è necessario, tra l’altro, che l’estensione della quattordicesima mensilità venga stabilizzata e diventi parte integrante della prestazione pensionistica in essere.

Altre priorità riguardano la modifica del meccanismo d’indicizzazione delle pensioni con un paniere pensato sui reali consumi degli anziani, cioè beni alimentari, trasporti, spese sanitarie e servizi, nonché l’inserimento degli agricoltori tra le categorie di lavoratori impegnati in mansioni usuranti per usufruire dell’anticipo pensionistico senza penalizzazioni.

Ad oggi l’unica certezza -come ben sanno i pensionati dell’agricoltura- è che il trattamento pensionistico minimo è stabilito nella misura di 507 euro in un contesto nel quale la crisi economica ha prodotto disagi enormi, aumentando le diseguaglianze sociali e la povertà. Sono oltre 5 milioni le persone in condizioni di povertà assoluta e più di 9 milioni quelle in povertà relativa, che non sono in grado di soddisfare le più elementari esigenze di vita, dall’alimentazione adeguata alle cure mediche essenziali.

È urgente -conclude l’Anp-Cia- che i provvedimenti attuativi delle misure contenute nella manovra di bilancio siano definiti con chiarezza, per ridare certezze ai tanti anziani, valorizzandone il ruolo che, nel corso degli anni, hanno ricoperto in termini di crescita e tenuta sociale del Paese.


Fonte: Cia nazionale

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