Ammontano ad un miliardo e mezzo di euro i fondi stanziati dal PNRR per l’agrisolare, ovvero, per la realizzazione di impianti fotovoltaici da installare sui tetti degli edifici produttivi (non quelli residenziali).

Sono interessati i settori agricolo (ed agrituristico), zootecnico ed agroindustriale. I fondi possono sembrare molti, ma molto probabilmente finiranno in un “batter di ciglia”, per cui gli interessati dovranno farsi trovare pronti alla data di presentazione della domanda telematica, che verrà stabilita con un Avviso di prossima emanazione. Gli imprenditori dovranno quindi fare i conti con il famigerato “click day”: chi presenta la domanda telematica fin già dai primi secondi (non minuti!) dalla data di avvio, avrà molte più probabilità di ottenere il contributo di chi presenta la domanda qualche ora dopo! L’Avviso sopra citato riporterà i dettagli di cui di seguito riportiamo una breve ma non esaustiva sintesi. L’ammontare del contributo a fondo perduto è diversificato in base alle regioni ed in Toscana è pari al 40%, ma può arrivare al 60% se l’intervento viene realizzato:

  1. da giovani imprenditori agricoli o imprenditori che si sono insediati nei 5 anni precedenti alla data della domanda;
  2. per investimenti collettivi, quali impianti di magazzinaggio utilizzati da un gruppo di agricoltori o impianti di condizionamento dei prodotti agricoli per la vendita;
  3. per investimenti in zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici ai sensi dell’articolo 32 del regolamento (UE) n. 1305/2013.

NB. L’investimento massimo ammissibile per progetto non potrà superare 750mila euro; ogni singolo beneficiario non potrà incassare contributi per gli interventi in commento, superiori ad 1mln di euro.

Oltre all’acquisto ed all’installazione dei pannelli fotovoltaici sui fabbricati, il contributo è concesso per la:

  1. rimozione e lo smaltimento dell’amianto (eternit incluso) dai tetti, da effettuare tramite imprese specializzate ed iscritte nell’apposito registro;
  2. realizzazione dell’isolamento termico dei tetti. Un professionista dovrà produrre una puntuale relazione tecnica tramite la quale dovrà essere rappresentata e giustificata la scelta del grado di coibentazione, finalizzata anche al miglioramento del benessere animale;
  3. realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (cd “intercapedine d’aria”), mediante copertura ventilata e camini di evacuazione dell’aria, che consentano di migliorare il benessere degli animali. Relazione del professionista come per il punto che precede.

Potranno essere oggetto di contributo gli acquisti e le installazioni di inverter ed i programmi informatici di gestione, i sistemi di accumulo (con tetto di spesa a 50mila euro), la posa in opera, la realizzazione degli interventi, i costi di connessione alla rete. Potranno presentare la domanda di intervento:

  1. gli imprenditori agricoli, individuali ed in forma societaria;
  2. le imprese agroindustriali con codice ATECO che verranno indicati prossimamente;
  3. le cooperative agricole che svolgono attività di cui all’art. 2135 del codice civile e le cooperative o loro consorzi di cui all’art. 1, comma 2, del D.lgs 228/2001.

Sono esclusi gli esonerati dalla tenuta della contabilità IVA, con volume d’affari inferiore a 7mila euro7anno. Per le imprese agricole l’obbiettivo vincolante è quello di soddisfare il fabbisogno energetico dell’azienda; la capacità produttiva degli impianti fotovoltaici non dovrà superare il consumo medio annuo di energia elettrica dell’azienda stesso, compreso quello familiare. La vendita di energia elettrica sarà consentita, purché sia rispettato il limite di autoconsumo annuale. La realizzazione dell’intervento, il collaudo e la rendicontazione dovrà avvenire entro 18 mesi dalla data di pubblicazione dell’elenco dei potenziali beneficiari del contributo, fatta salva la possibilità di richiedere una motivata proroga e comunque non oltre il 30 giugno 2026. Il 40% del miliardo e messo di euro è destinato a regioni del centro sud. Alle spese di costruzione e miglioramento di immobili e per l’acquisto di macchinari e attrezzature, programmi informatici, brevetti, diritti d’autore, marchi commerciali, onorari di architetti, ingegneri e consulenti, è destinato 1,2mld di euro dei fondi complessivamente stanziati. I restanti 300miln di euro sono destinati a finanziare gli stessi investimenti in attività di trasformazione dei prodotti agricoli e per investimenti supplementari per produrre energia da fonti rinnovabili in attività che trasformano prodotti agricoli in non agricoli. Il contributo verrà erogato in unica soluzione, entro 30gg dal completamento con esito positivo dell’istruttoria della domanda, fatta salva la possibilità di richiedere un anticipo del 30% in corso d’opera, garantito da idonea fidejussione. Il contributo sarà cumulabile con altri aiuti che rientrano nel regime de minimis, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dei limiti sopra evidenziati

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