Ottenere la pensione prima dei 67 anni di età rappresenta uno degli obbiettivi più importanti per i lavoratori. Uno strumento disponibile è l’Ape social, estesa anche a coloro che sono disoccupati a causa della scadenza del rapporto di lavoro a tempo determinato.

L’Anticipo PEnsionistico non è una pensione ma un “accompagnamento” alla pensione. I requisiti da rispettare per poter accedere al beneficio nel caso appena rappresentato, sono:

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  1. aver esaurito la Naspi da almeno 3 mesi;
  2. almeno 18 mesi di lavoro dipendente nei 36 mesi precedenti la cessazione dell’attività;
  3. almeno 63 anni di età;
  4. almeno 30 anni di contributi.

Le donne possono ridurre il requisito contributivo di un anno per ogni figlio, per un massimo di 2 anni. Anche le colf e le badanti assunte con contratto a tempo determinato possono chiedere l’Ape social.

Per questa categoria di lavoratori il periodo di 36 mesi nei quali individuare i 18 mesi di lavoro dipendente, decorre dalla scadenza del rapporto di lavoro a tempo determinato da ultimo svolto, al momento della domanda di certificazione dei requisiti di accesso.

Non è necessaria la continuità dei 18 mesi di lavoro dipendente, si considerano tutti i rapporti di lavoro presenti negli archivi Inps per il periodo considerato. Nei 18 mesi rientrano i rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato o determinato, compresi quelli diversi dai “domestici”. Escluso chi non ha presentato la domanda di Naspi, qualunque sia la ragione.

L’Ape social spetta anche agli stranieri, a condizione che abbiano la residenza in Italia per tutto il periodo di godimento dell’Ape Sociale. Prima di presentare la domanda, l’interessato deve richiedere all’Inps la certificazione delle condizioni di diritto.

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