L’Associazione nazionale pensionati ribadisce urgenza di adeguamenti a costo della vita

Tra le voci nel programma del nuovo governo, non un impegno concreto che faccia intravedere l’aumento delle pensioni minime e la tutela di quelle basseA tornare sulla questione è Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, che per sollecitare un intervento risolutivoha già incontrato oltre trenta Prefetti in tutta Italia, presentando un documento di criticità e proposte.

Per Anp-Cia restano, infatti, all’ordine del giorno tra le faccende irrisolte, come manifestato nell’assemblea nazionale ad inizio anno, quella relativa al blocco delle indicizzazioni che impedisce l’effettivo adeguamento delle pensioni al costo della vita reale. Inoltre, al tema degli assegni minimi, non superato dalla cosiddetta pensione di cittadinanza, si aggiunge ancora quello di una sanità poco incisiva, di una mancata crescita economica con rischio recessione e isolamento internazionale.

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Nella nuova condizione politica non cambiano, dunque, le preoccupazioni di Anp-Cia che ricorda al nuovo esecutivo gli oltre 8 milioni di pensionati con una prestazione sotto i mille euro, di cui più di due milioni sono pensioni minime da 513 euro. Persone relegate dalla crisi a condizione di grave disagio sociale.

“Certamente -commenta il presidente nazionale Anp, Alessandro Del Carlo– apprezziamo il superamento di un clima di scontro frontale che ha alimentato odio e risentimento sociale, minato solidarietà e accoglienza, valori fondativi della nostra civiltà”.

Incoraggiante poi per il presidente Del Carlo, sentir parlare di pensioni di garanzia per i giovani, “una dichiarazione di responsabilità importante che tiene conto del futuro di queste generazioni, destinate, a cominciare dagli agricoltori, a pensioni da fame”.

“E’ tuttavia sul tema dei servizi e della sanità, intesa come sistema pubblico e universalistico, -puntualizza Del Carlo- che si gioca la partita della coesione sociale. Riconosciamo gli intenti positivi espressi dal governo Conte bis, ma occorre mettere mano seriamente al rilancio delle aree rurali”.

Anp rilancia dunque “Il Paese che Vogliamo”, progetto di riforma su cui Cia si sta già confrontando con regioni ed enti locali, in particolare proprio per sanare l’enorme e inaccettabile gap tra zone urbane e rurali d’Italia, “anche in termini di accessibilità ai servizi -precisa e conclude Del Carlo- con gli anziani tra i più penalizzati. Saremo ancora fortemente in campo disponibili a collaborare con i ministeri preposti, perché si garantisca la tutela dei diritti dei pensionati e degli anziani”.