«Contrastare le disuguaglianze che permangono in Toscana e rilanciare la figura del medico di famiglia». Questa è la priorità del Cupla Toscana (Comitato dei pensionati del lavoro autonomo), come sottolineato dal coordinatore regionale Enrico Vacirca, che durante l’Assemblea regionale ha richiamato l’attenzione degli amministratori pubblici affinché le strutture e servizi siano più vicini alla popolazione anziana.

«Gli anziani-afferma il coordinatore- chiedono di poter rimanere nel proprio ambiente sociale e poter perseguire relazioni personali e sociali fondamentali per la tutela della loro salute».

All’assemblea è intervenuto il Coordinatore nazionale del Cupla, Giorgio Grenzi, che ha ribadito l’obiettivo di condividere come organizzazioni aderenti al Cupla, una sanità diversa e più inclusiva, iniziando dalle RSA e dall’invecchiamento attivo, considerando anche il contrasto al digital divide e alla deprivazione dei servizi sul territorio compresa la chiusura degli esercizi di vicinato.

Necessaria attenzione – sottolinea il Cupla Toscana – alle persone anziane sole il cui numero è in costante aumento a livello regionale, assicurando loro un’adeguata assistenza domiciliare, domestica, sanitaria e di supporto. In questo senso il modello Usca introdotto in questa pandemia potrebbe essere esteso a tutte le altre situazioni di continuità dei servizi.

Per il Cupla Toscana è necessario maggiore investimento sulle cure domiciliari assicurando una adeguata assistenza non solo del personale medico, ma anche di quello infermieristico e socio-sanitario.

Fondamentale è poi la figura del medico di famiglia che svolge un ruolo fondamentale nella prestazione dei servizi essenziali di cura, Il cui numero però si sta rarefacendo.

«Risulta quindi indispensabile – afferma Vacirca – una riforma della medicina generale che vada nel senso di una maggiore presenza di medici partendo dal numero chiuso delle Università alla durata del corso di specializzazione, dai concorsi a eventuali sussidi per mantenere una adeguata copertura di medici di famiglia sul tutto il territorio. Inoltre, deve essere garantita ed assicurata loro presenza nelle RSA, per contribuire a far sì che tragedie come questa del coronavirus non si ripetano» conclude il coordinatore Cupla.