
Rossi ha chiesto poi al commissario europeo Phil Hogan, presente in sala, che l’Europa ponga tra gli elementi obbligatori per ricevere gli aiuti europei “una regola precisa a tutela del lavoro, sia per evitare un dumping eccessivo e che fenomeni di illegalità e lavoro nero penetrino dentro la parte sana del mondo agricolo e che questa sia minacciata da chi sano non è. L’imprenditoria che rispetta le regole deve invece essere tutelata”.
Il presidente si è detto poi convinto che la tutela del lavoro e della qualità dei prodotti sia la scommessa per mantenere un’Europa prospera e per costruire quella del futuro. Da scartare invece il modello Walmart, la multinazionale Usa del commercio al dettaglio, che si basa su bassi salari, precariato e bassa qualità dei prodotti: “quel mondo non è il nostro”, ha detto Rossi, “è un mondo che fa regredire, mentre noi abbiamo bisogno di un’Europa che scommette con determinazione sulla qualità del lavoro e dei prodotti, sul benessere di questo settore e sulla sua crescita, che conduce una politica coraggiosa in grado di battere i protezionismi e che non è spaventata dal confronto con il mondo”.
Rossi ha poi aggiunto che occorre uscire dall’ubriacatura della finanzia, quella che due anni fa ha fatto così abbassare il prezzo del grano da rendere non più remunerativo coltivarlo.
“Per questo – ha concluso Enrico Rossi – dal nuovo settenato ci aspettiamo più risorse, difesa del lavoro, delle produzioni, della qualità. Vogliamo lavorare insieme per raggiungere con l’Unione europea un quadro finanziario pluriennale post 2020 ambizioso e adeguato alle sfide e soprattutto a quella più difficile, l’internazionalizzazione, per sfidare la dimensione mondiale dei mercati anche attraverso piattaforme logistiche di livello europeo, senza le quali i produttori più piccoli sono i più penalizzati”.
Infine il presidente ha affermato che occorre incentivare le forme di aggregazione tra gli imprenditori agricoli, per favorire la cooperazione e con questa la ricerca e la digitalizzazione, un aspetto su cui la Toscana ha investito molto, così come ha ridotto la burocrazia passando da 400 a poche decine di assi di finanziamento.
La dichiarazione di Enrico Rossi ai microfoni della Cia Toscana
Fonte: Toscana Notizie

