Incontro di fine raccolto per Proceva, con il presidente Cia Toscana Valentino Berni e l’europarlamentare Dario Nardella: «Senza modifiche non voteremo questa Pac»
A fine mietitura, con un raccolto di buona qualità per il grano toscano, la tradizionale cena dei cerealicoltori Proceva (Produttori Cereali Valdelsa), che si è svolta a Gambassi Terme (Firenze). Ma oltre a fare il punto sull’annata cerealicola, hanno tenuto banco le recenti novità della Pac, che rischiano di far sprofondare l’agricoltura toscana e italiana. Circa un meno 20 per cento di risorse previste, e fondi storicamente destinati all’agricoltura che andranno in un fondo unico.
All’appuntamento hanno partecipato il presidente di Cia Toscana Valentino Berni; il tecnico Cia Toscana Francesco Sassoli, e l’europarlamentare Dario Nardella.
“L’agricoltura europea come l’abbiamo sempre conosciuta rischia seriamente di non esserci più, con ricadute dirette per le aziende agricole del nostro territorio, quelle cerealicole che già sono alle prese con quotazioni del grano in ribasso, che andranno ancora di più in sofferenza e molte chiuderanno” ha sottolineato Angelo Simonetti, di Proceva, una rete di imprese nata da un Pif (progetto integrato di filiera) che associa 5 aziende agricole della Valdelsa e collabora con altre 50 aziende presenti nelle provincie di Firenze, Pisa, Siena, Lucca e Arezzo, per un totale di superficie coltivata a grano destinato alla filiera, di oltre 1.500 ettari. “Il taglio delle risorse per l’agricoltura è inaccettabile, sembra che le priorità per l’Europa siano altre” ha aggiunto.
“Partecipare a questo incontro – ha detto Dario Nardella – è stata l’occasione per fare il punto su cosa bolle in pentola a Bruxelles, e purtroppo la presentazione del bilancio pluriennale della nuova Pac da parte della presidente della Commissione Von der Leyen, ci ha lasciato estremamente delusi per non dire totalmente contrariati. Per noi la politica agricola comune rappresenta un pilastro del modello di integrazione europea, abbiamo chiesto attraverso gli indirizzi del parlamento, di rafforzare le dotazioni economiche della Pac, e invece non solo c’è stato, per ammissione del commissario Hansen un taglio del 20%, ma addirittura è stata presentata una vera e propria frammentazione destrutturazione della Pac. Spariscono i due pilastri, gran parte dei fondi confluiscono in un fondo unico insieme alle politiche di coesione, alla promozione economica ed altre voci, con una vera e propria nazionalizzazione della programmazione. Tutto questo – i tagli, la nazionalizzazione, la destrutturazione della autonomia regolatoria della Pac – rappresenta la fine della politica agricola europea: questo non lo accetteremo mai e come coordinatore dei Socialisti e democratici in commissione Agri, ho già detto che, se non ci sarà un cambio radicale di questa proposta, tornando al modello europeo della Pac, rafforzando la dotazione economica, noi voteremo contro il bilancio”.
“La Pac annacquata con il Fondo unico e un taglio di quasi il 30% delle risorse per il settore, faranno l’Europa a brandelli – ha ricordato Valentino Berni, presidente Cia Toscana -, quando tra dazi e crisi globali la presidente Ursula von der Leyen aveva l’occasione unica di dare prova di credibilità agli europei, di rafforzare la coesione e l’autorevolezza dell’Unione a difesa dell’unica leva di sviluppo e competitività possibile, la sua sicurezza alimentare. Così, invece, la Pac è stata disintegrata. Con le ripercussioni più gravi che andranno a colpire le aziende agricole medio-piccole aziende, che sono la base del tessuto socio-economico delle aree interne rurali”.





















