Rossi e Bugli: «Fatte scelte per rimanere tra le Regioni traino»

La legge di stabilità è stata approvata da tutta la maggioranza. Undici miliardi la spesa per il prossimo anno. Raddoppiano gli investimenti.

Il bilancio di previsione per il 2020 e il triennale fino al 2022 hanno ricevuto il via libera dal Consiglio regionale toscano. Votato da tutta la maggioranza, “che ne esce dunque forte” spiega il presidente della Toscana Enrico Rossi ai giornalisti nel corso del briefing subito dopo il voto.

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Nessuna crisi, dunque. «Il bilancio che è stato approvato  – spiega – è quello licenziato dalla giunta, con qualche modifica come è normale che avvenga». «Nella sostanza – conclude – si è mantenuto comunque quello che era».

Ad un undici miliardi ammonta la spesa per il prossimo anno, di cui sette riguardano il solo fondo sanitario di spesa corrente. Ma sulla sanità si aggiungono anche un miliardo e mezzo di euro di investimenti straordinari finanziati per un centinaio di milioni a debito dalla Regione, altri 900 a carico delle singole aziende sanitarie e 500 milioni, in via di assegnazione, che arriveranno dallo Stato per l’edilizia sanitaria.

«Un buon bilancio – commenta Rossi – e un bilancio di forte sviluppo».  «Sono raddoppiati gli investimenti nel triennio, passati da 230 a 470 milioni: mobilità, difesa del suolo ma anche conferme per cultura e sociale – ricorda – Riprenderanno le assunzioni in Regione e sono particolarmente convinto che venti milioni a favore dei piccoli Comuni con meno di cinquemila abitanti siano un aiuto serio per le aree fuori dai grandi flussi di sviluppo per dare risposte ai cittadini». Risorse per combattere lo spopolamento, attivare piccole economie locali ma anche per la viabilità. «Un buon bilancio, insomma – ripete  – specchio di buon governo e buona amministrazione».

Rossi ne approfitta per ricordare anche quanto fatto nell’arco di due legislature e che pongono la Toscana tra le Regioni più avanzate. Cita le «buone leggi di governo sul territorio, lo stop alla  cementificazione e la nostra legge sul paesaggio che è considerata la più avanzata». Accenna all’export, che vede la Toscana tra le Regioni punto di riferimento. «Se parliamo di asili nido – prosegue – siamo ben collocati, delle questioni del lavoro non ce ne siamo mai persa una». «Ma abbiamo fatto cose importanti anche sull’ambiente e alla ripresa siamo pronti a presentare – annuncia –  una piano Toscana 2030 a neutralità carbonica, per contrastare i cambiamenti climatici e l’aumento di Co2 in atmosfera».

«Siamo in una  fase ponte – aveva detto in aula nell’intervento conclusivo l’assessore al bilancio, Vittorio Bugli -, ci saranno le elezioni regionali e come è sempre stato nella maturità di questa Regione dobbiamo continuare a lavorare come fossimo a inizio legislatura e dare un ulteriore scatto alla nostra azione di governo».

Bugli ricorda come la Toscana stia nel quadrilatero della Regioni traino in Italia, ovvero assieme a Lombardia, Veneto e Emilia Romagna. «Bisogna partire dalla condivisione dell’analisi di fatto. Che siano tra le Regioni traino lo dice l’Irpet – spiega – e lo dicono tutte le ricerche a livello nazionale. Ci si accontenta di questo come se fosse una medaglietta? No, dobbiamo continuare a migliorarci, anche perché ancora non siamo in una fase di crescita per il Paese e per la Toscana».

«Ma se restiamo agganciati al gruppo delle Regioni di testa del Paese – aggiunge l’assessore – , nonostante un Pil procapite di 31 mila euro l’anno contro i 38 mila della Lombardia, nonostante la più bassa densità di popolazione, nonostante che la metà della Toscana sia fatta di boschi e che le colline rendano più difficile oggettivamente i collegamenti e fare impresa, lo dobbiamo alle politiche che facciamo».  Ed è proprio ai settori in cui la Toscana può migliorarsi che queste  politiche sono rivolte.

Dal 2008 al 2019 l’occupazione nella regione è aumentata di oltre 40 mila unità, considerando anche gli ultimi trimestri: molte sono state le donne assunte. Però ci sono troppi posti a tempo parziale e determinato. «Così – spiega Bugli – abbiamo modulato gli incentivi alle aziende in modo che fossero proporzionali alla tipologia di posto di lavoro offerto. E poi siamo intervenuti per facilitare la staffetta occupazionale: nel Patto per lo Sviluppo si è deciso di aiutare le aziende ad assumere giovani, incentivando chi è vicino alla pensione a uscire». Attraverso 600 assunzioni sarà rafforzata Arti, l’agenzia regionale che gestisce i centri per l’impiego: 240 saranno assunti con i concorsi in Regione.

Sugli investimenti Bugli si sofferma su quelli per la difesa del suolo (100 milioni l’anno per tre anni) e quelli per la mobilità, 160 milioni, che «se aggiunti ad altri 350 di Rfi, Stato e accordi di programma creano opere per oltre 500 milioni».  Ricorda la velocità con cui la Toscana ha sempre saputo utilizzare le risorse comunitarie e lo sforzo fatto dalla Regione sul fronte dell’innovazione. «Se arrivo – conclude – con la banda ultralarga e la fibra ottica, come stiamo facendo, in tutto il territorio, anche nelle aree dove gli operatori privati non investono, posso portare un elemento competitivo in tutta la Toscana che va a vantaggio delle imprese e dello sviluppo di territori oggi marginali.

E fondamentale ritengo anche io l’intervento per 20 milioni in tre anni per finanziare investimenti nei comuni sotto cinquemila abitanti, spesso nelle aree interne e meno sviluppate della regione».


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 1/2020

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