Si profila una ‘strage’ in tutta la Toscana: forte preoccupazione per i tagli e riduzioni. L’Anp Cia Toscana: «Sbagliato e inaccettabile, appello ai sindaci e al governo; le poste cambino la decisione»
«Altro che razionalizzazione per ridurre i costi. Si tratta piuttosto di una strategia di disimpegno dai territori considerati marginali e, secondo Poste Italiane, non convenienti. È sbagliato e inaccettabile». È quanto sottolinea Anp Cia Toscana che protesta per questo ennesimo colpo ai servizi nelle aree rurali e montane della Toscana, già carenti di servizi anche essenziali di cui soffrono maggiormente anziani i pensionati.
L’Associazione pensionati della Cia contesta innanzitutto il metodo; annunciare un taglio di servizi di queste proporzioni senza un minimo di dialogo con il sistema istituzionale e sociale, è una mancanza di rispetto gravissima. Poste Italiane opera in regime di concessione dallo stato e svolge un servizio d’interesse pubblico, per cui strategie e scelte vanno discusse con le istituzioni e le rappresentanze sociali. Nelle aree rurali e montane gli uffici postali spesso sono l’unico “presidio e presenza dello stato”, ovvero di un servizio pubblico che soprattutto per le persone anziane è essenziale.
L’Anp Cia Toscana contesta anche nel merito le decisione di dismettere o ridurre gli orari di tanti uffici perché non raggiungono determinati livelli quantitativi di servizi. E’ una valutazione sbagliata e inaccettabile, in primo luogo perché chiudere uffici o ridurne l’operatività significa rinunciare ad ogni possibilità di sviluppo, in secondo luogo perché anche laddove le quantità dei servizi sono oggettivamente ridotte, occorre valutare anche il valore sociale e di servizio pubblico rappresentato dalla presenza dell’ufficio postale.
Infine l’Anp chiede ai Prefetti della Toscana, alla Regione, all’Anci Toscana (associazione dei comuni), di aprire una discussione con Poste Italiane e con il Ministero delle Comunicazioni, nonché con il Garante delle Comunicazioni, per ridiscutere il programma di Poste Italiane, intanto per bloccare la decisione, e poi per trovare soluzioni alternative, eventualmente anche nella forma della sussidiarietà, per evitare contraccolpi verso tante realtà rurali e montane della regione, oggi non sarebbero sopportabili sul piano sociale e civile.
«Se si vuole davvero difendere l’economia e la qualità della vita delle aree rurali conclude l’Anp Toscana -, bisogna investire in servizi e infrastrutture, altro che tagliare; è l’unica condizione affinché si possa avere continuità nell’opera di presidio del territorio, soprattutto rappresentata dall’agricoltura e dagli agricoltori».

