Il documento Cia è stato consegnato ai candidati presidenti della Regione, in vista delle elezioni del 20 e 21 settembre. Intanto proseguono gli incontri nella nostra sede

Verso le elezioni Regionali del 20 e 21 settembre. Una Toscana efficiente, una Toscana del lavoro e dei diritti, della semplificazione e della concertazione. Sono alcune delle priorità contenute nel documento “La Toscana che vogliamo” di Cia Agricoltori Italiani della Toscana – in versione integrale nel numero di Dimensione Agricoltura di settembre 2020 -, che è stato illustrato e consegnato ai candidati a presidente della Regione per i prossimi cinque anni.

Incontri che si sono svolti nella sede regionale di Firenze, alla presenza di tutti i rappresentanti di Cia regionale e provinciali, e delle associazioni Agia, Donne in Campo e Anp.

Al momento della chiusura di questo numero, sono stati incontrati Eugenio Giani (PD) candidato per il Centrosinistra (a destra nella foto con il presidente Cia Luca Brunelli); Susanna Ceccardi (Lega) candidata per il Centrodestra (nella foto sotto); Irene Galletti, candidata del M5S (nella foto in basso a destra).

Nei prossimi giorni, si svolgeranno incontri programmati con altri candidati presidenti. Sulla pagina facebook di “Cia Agricoltori Italiani della Toscana” video e resoconti dei vari appuntamenti svolti.

Oltre al documento, il presidente Cia Toscana Luca Brunelli ha presentato l’associazione – “diamo servizi a 250mila persone, rappresentiamo 20mila aziende con 100mila associati e 400 dipendenti” – e ha ricordato quelle che sono le priorità della Cia: “Rappresentare in unità di interesse il mondo agricolo, lo dice la nostra storia e lo dimostrano i fatti. Abbiamo una faccia che parla alle nostre imprese, abbiamo un metodo che è quello della condivisione, e la concertazione come valore confederale, ma soprattutto concertazione è un elemento che richiediamo e che valutiamo indispensabile con tutti coloro che hanno interesse con il mondo agricolo” ha detto Brunelli.

“La Toscana che vogliamo deve essere orgogliosa delle proprie tradizioni, pronta ad accettare le nuove sfide della competitività, valorizzando il territorio, puntando sull’innovazione e lo sviluppo sostenibile, insieme ai cittadini ed alle imprese, aperta, coesa e solidale – ha concluso il presidente Brunelli -. Cia Toscana c’è e sarà sempre al fianco del mondo agricolo e rurale, con le sue idee e le sue proposte, disponibile ed aperta al confronto con le Istituzioni e con la società”.


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“In questi anni in cui ho rappresentato l’assemblea regionale – ha sottolineato Eugenio Giani (nella foto in alto, a destra, con il presidente Cia Toscana Luca Brunelli) – ho trovato nella Cia quella che è l’interlocuzione migliore, un rapporto molto sereno e costruttivo, e per me questo sarà significativo nel prossimo futuro; perché sento di poter interpretare lo spirito di concertazione, perché il governo si fa con la concertazione. Ritengo che quando si opera su 3.7 milioni di abitanti, è superbo e ambizioso poterlo fare solo con i rapporti diretti: è fondamentale invece che vi sia nel governo una forte considerazione dei corpi intermedi, per cui un’associazione come la Cia che rappresenta 20mila aziende e ha 400 dipendenti, per me è interlocutore fondamentale e costruiremo tutto questo attraverso un lavoro quotidiano, per una considerazione che io ho che è quella di vedere nell’agricoltura uno degli strumenti forti per quello che il perno su cui si imposta il programma che io vi propongo”.


AGGIORNAMENTO DEL 14 SETTEMBRE 2020


“Un programma che considera il lavoro, l’impresa l’elemento cardine per ridare fiato alla ripartenza della Toscana; nell’agricoltura vedo molto in termini di occupazione e risorse che vengono a crearsi nel prodotto interno della nostra regione”.

“La Toscana – ha sottolineato Susanna Ceccardi (nella foto sotto) -, non va fotografata in maniera statica, ma con i suoi bellissimi paesaggi con le proprie campagne e si deve adattare all’intervento dell’uomo, che è migliorativo. Cosa sarebbe la Toscana senza i suoi vigneti, gli oliveti, senza l’opera attiva dell’uomo che l’ha cambiata e l’ha migliorata facendola conoscere nel mondo.

La cura del territorio è fatta in gran parte da chi la conosce, quando parlo di manifesto della ruralità parlo di un manifesto di rilancio produttivo e ambiente”. Poi Ceccardi ha parlato dei problemi ungulati e predatori: “Europa e Regione Toscana devono indennizzare anche da danni indiretti pastori e allevatori”. Mentre “Turismo e agricoltura sono temi inscindibili, tanto che nel nostro ultimo governo erano un unico Ministero”, ha poi parlato di “imprese agricole diminuite negli ultimi dieci anni” e di “innovazione”.

“Altro tema primario è quello delle infrastrutture, che si lega a quello dell’agricoltura e del turismo: su questo campo abbiamo fondato gran parte della nostra visione di sviluppo come emerge dal programma che è stato condiviso con tutte le forze che sostengono la mia candidatura”.

“L’abbandono della terra – ha detto Irene Galletti (nella foto sopra) – è un dato che ci fa capire che la realtà è diverso rispetto a quello che appare. Leggi agricoltura positive poi arriva il momento di fare i bandi e si vede che l’assegnazione delle risorse segue dei criteri e premialità che non vanno nella direzione di quello che apparentemente sembrava all’interno della legge e del regolamento, vengono privilegiati i più grandi. Così le realtà più piccole, per come è strutturata l’agricoltura toscana, se non superano un certo fatturato o non hanno abbastanza ettari non riescono ad avere risorse e dopo un po’ di anni devono chiudere. Quindi al netto dell’erogazione iniziale manca tutta quella fase di sostegno che deve essere fatta dalle istituzioni, se si intende andare nella direzione di un certo tipo di agricoltura fatta dalle piccole e medie aziende”. Ha poi parlato di predatori, turismo e agriturismo.

“Artea c’è da migliorarla molto, ma non passiamo ad Agea perché si finirebbe in un ‘mare magnum’, teniamoci stretta la nostra Artea”; e sulle produzioni “arrivare ad un 100% biologico, capisco che è difficile, e che deve essere economicamente sostenibile”.


Alcune priorità per il governo della regione

Per la Cia Toscana sarà necessaria una grande attenzione per le imprese, che hanno subito e stanno ancora subendo gli effetti devastanti della crisi, con una caduta verticale dei propri redditi; che sia valorizzato il territorio scommettendo sullo sviluppo delle aree rurali e dell’agricoltura. Inoltre si dovrà investire sull’innovazione, sulle infrastrutture e sui servizi.

La prossima Legislatura deve avere fra i propri obiettivi prioritari un piano strategico per la semplificazione, ha ricordato la Cia Toscana. Senza un profondo riordino del quadro normativo, della governance e della macchina amministrativa, nessun programma di rilancio economico potrà avere successo.

È necessario un intervento urgente per superare le principali emergenze amministrative.

Intervenire sui ritardi nella gestione del PSR, una situazione non più sostenibile nonostante gli obiettivi e gli impegni assunti da parte della Regione Toscana; le attività di molte amministrazioni locali sono altrettanto preoccupanti relativamente alle istanze presentate in materia urbanistica (permessi a costruire, Piani di miglioramento); la gestione delle concessioni legate all’utilizzo delle acque ed al demanio idrico rappresenta un altro campo nel quale si rende necessario un intervento urgente che riduca i tempi di definizione delle istanze.

Inoltre dopo anni di tagli serve un’amministrazione efficiente che dia risposte ai cittadini ed alle imprese. Bisogna rivedere profondamente la governance del sistema toscano. Da un lato permangono separatezze e discrasie intollerabili tra i diversi ambiti amministrativi regionali (es. agricoltura, sanità, ambiente, urbanistica) che troppo spesso danno luogo a risposte contraddittorie ed a lungaggini rispetto alle necessità delle imprese.

Dall’altro lato si registrano disfunzioni spesso rilevanti nella filiera decisionale ed operativa all’interno dello stesso ambito, come ad esempio in agricoltura, con scarso coordinamento tra livello decisionale politico e livello amministrativo, con mancanza di coordinamento ed omogeneità tra livello regionale e territoriale, con il moltiplicarsi di interpretazioni divergenti tra territori diversi, ritardi procedurali dovuti in taluni casi alla necessità di dirimere questi contrasti.

Secondo la Cia sarà fondamentale revisionare il quadro normativo e procedurale: siamo in presenza di un quadro normativo nazionale e regionale nel quale adempimenti, scadenze e procedure si moltiplicano in modo esponenziale applicandosi in eguale misura al grande gruppo industriale come alla micro-impresa agricola.

Ciascun aspetto della vita imprenditoriale, da quelli sanitari a quelli ambientali, dalla disciplina del lavoro all’urbanistica, da quelli fiscali fino a quelli più specifici legati all’agricoltura, sono soggetti ad obblighi, procedure di controllo e sanzioni che diventano oggettivamente insostenibili per le imprese piccole e medie, prevalentemente a gestione familiare, che operano nel settore agricolo.

Tale riordino è prioritario e deve puntare a ridurre e razionalizzare gli oneri burocratici in relazione del grado di priorità degli adempimenti ed alla proporzionalità riferita alle dimensioni economiche delle imprese.


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 9/2020