Il 17 gennaio Cia Toscana Centro, Confagricoltura Pistoia e Coldiretti Pistoia hanno depositato insieme alcune osservazioni alla variante normativa al regolamento urbanistico adottata dal consiglio comunale il 26 novembre scorso

Le associazioni confidano nel rapido avvio di un confronto «sereno e costruttivo» con il Comune di Pistoia attraverso cui convincerlo a tenere conto nelle controdeduzioni delle loro richieste. Fra i punti da migliorare, alcuni obblighi superflui su cortine arboree e schermature con siepi e sulla viabilità poderale.

Le tre principali associazioni di categoria agricole a Pistoia hanno sottoscritto e depositato ieri 17 gennaio, ultimo giorno utile per farlo, un documento comune con le loro osservazioni e richieste di modifica alle norme tecniche di attuazione previste nella variante al Regolamento urbanistico adottata il 26 novembre 2019 dal Consiglio comunale pistoiese.

Sia pur «animate dalla volontà di collaborare con le istituzioni» in modo sereno e costruttivo, precisano nel documento le tre associazioni agricole, l’obiettivo è correggere e migliorare alcune delle nuove previsioni relative al territorio rurale adottate lo scorso novembre, nella convinzione che ciò risponda all’esigenza di conciliare le «necessità proprie del mondo agricolo in tutte le sue forme» e dello «sviluppo economico del territorio» da un lato con «il rispetto della popolazione» dall’altro.

In tali nuove norme di attuazione, infatti, il tentativo di perseguire finalità pienamente condivisibili si è tradotto in qualche caso in imposizioni eccessive e non necessarie per raggiungere tali finalità. Inoltre ci sono alcune piccole lacune.

Le osservazioni, con relative richieste di modifica delle norme tecniche di attuazione adottate dal Comune, sono 18 in tutto, più una raccomandazione finale a tenere «nel debito conto» alcune norme regionali, fra cui la Legge Regionale n. 41 del 2012 (Disposizioni per il sostegno all’attività vivaistica e per la qualificazione e valorizzazione del sistema del verde urbano), che hanno introdotto novità importanti su temi quali pacciamatura, aree vocate al vivaismo, differenze fra pieno campo e vasetteria e che potrebbero contrastare con la variante adottata in oggetto.

Fra le diciotto osservazioni, che sono il frutto di un lavoro avviato dai tecnici di Confagricoltura Pistoia e poi integrato da quelli di Coldiretti Pistoia e Cia Toscana Centro e completato di comune accordo, ricordiamo in questa sede soltanto le seguenti:

  • l’obbligo di «cortina arborea confinaria […] costituita da specie arboree e/o arbustive..» di un certo tipo, perché «così come formulata è inapplicabile» e crea «delle fasce di terreno inutilizzabile», oltre a rispondere a finalità raggiungibili per altre vie (regolamento d’igiene e Pan – Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci) (art. 70, comma 3, della variante);
  • l’imposizione di schermature con siepi «di serbatoi e vasche a scopo irriguo» anche in zone prive di vincolo paesaggistico e con limiti di altezza dei serbatoi che avrebbero l’effetto collaterale di aumentare la superficie impermeabilizzata del terreno (art. 76, comma 11);
  • un paio di imposizioni relative alla “viabilità poderale” che non tengono conto della effettiva natura dell’attività dei vivai, che di almeno una strada principale asfaltata per i mezzi pesanti che portano gli alberi di grosse dimensioni ne hanno bisogno (art. 70, comma 3).

Inoltre, la variante contiene limitazioni un po’ eccessive e imposizioni superflue relativamente a serre e pareti verdi. Infine, fra le piccole lacune della variante segnalate, la mancanza di una voce dedicata all’uso in vasetteria della tecnica di coltivazione con «la posa in opera di un doppio telo permeabile, uno a contatto con il terreno e l’altro in superficie, con interposto uno strato di materiale inerte, lapillo vulcanico o altro materiale pacciamante naturale» che consente «una diminuzione notevole dei fitofarmaci».

Le associazioni firmatarie del documento e del presente comunicato stampa auspicano l’apertura in tempi brevi di un confronto su questi aspetti da migliorare con il Comune di Pistoia, per il bene del settore agricolo pistoiese e nell’assoluto rispetto delle esigenze della cittadinanza.