ZOTECNIA / Si chiama AMR, Antimicrobial resistance ed è una delle principali emergenze sanitarie globali, tanto è che già nel 2022 la Commissione europea e gli Stati membri avevano considerato questo fenomeno una delle tre principali minacce per la salute. La resistenza antimicrobica è la capacità dei microrganismi di sopravvivere o crescere anche in presenza di un agente antimicrobico che di norma inibisce o uccide tale microrganismo, da qui la necessità di affrontare la problematica in maniera integrata, con un approccio “One Health” tenendo in considerazione la salute umana, quella animale e l’ambiente.

Tra le azioni da mettere in atto, è considerata di fondamentale importanza l’utilizzazione prudente degli antibiotici negli animali. Gli antibiotici dovrebbero essere impiegati esclusivamente per curare animali malati, evitando la somministrazione preventiva (profilassi) su soggetti sani. A livello nazionale è stato predisposto un Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2022-2025, e sono state predisposte specifiche Linee guida per l’uso prudente degli antibiotici, rivolte sia alle principali filiere zootecniche – bovina da latte, suina e cunicola – sia agli animali da compagnia, in particolare cane e gatto.

Tali documenti si concentrano su alcuni punti chiave: premesso il divieto di utilizzare antibiotici per promuovere la crescita o aumentare la produttività dei capi, le principali indicazioni riguardano:

  • l’effettuazione del trattamento solo su prescrizione, quindi a seguito di diagnosi veterinaria e su prescrizione ufficiale. La metafilassi (curare il gruppo quando un animale mostra sintomi) consentita solo in casi eccezionali e circoscritti per prevenire la diffusione di malattie;
  • dare priorità alle alternative: gestione dell’igiene delle stalle, adeguata alimentazione e per esempio nel caso dei bovini da latte, un’adeguata gestione delle mammelle e asciutta selettiva: passare dal trattamento sistemico di tutte le bovine, alla terapia mirata (asciutta selettiva), trattando solo gli animali effettivamente infetti tramite colture e test diagnostici;
  • rispetto dei tempi di sospensione: obbligatorio rispettare i tempi di attesa per il latte e per la carne prima della commercializzazione, per evitare la presenza di residui farmacologici nella filiera alimentare.

La prevenzione delle malattie batteriche negli allevamenti, va di pari passo con condizioni elevate di benessere animale, pertanto le Linee di indirizzo insistono sulle misure di biosicurezza (controllo degli accessi, controllo dei locali e delle attrezzature, controllo delle introduzioni di nuovi animali, vaccinazioni) e sul miglioramento della protezione e del benessere degli animali (tipologia di stabulazione, locali di allevamento, microclima, ecc.). La diffusione e l’attuazione delle Linee guida a livello regionale rispondono agli obiettivi del PNCAR e rafforzano la collaborazione tra le istituzioni, il mondo scientifico e il comparto produttivo, a sostegno di una zootecnia sempre più attenta alla salute e alla sostenibilità.

Per avere maggiori informazioni tecniche sulla tematica, si consiglia di contattare i tecnici, consulenti della Confederazione, presso gli uffici Cia del territorio.


Pubblicato su Dimensione Agricoltura n. 7-8/2026