Ma tutto questo sta in piedi solo se c’è reddito per il comparto agricolo. “Il lavoro deve essere dignitoso, ma deve anche essere sostenuto economicamente – dichiara Edoardo Donato – Oggi solo una minima parte del valore riconosciuto dal consumatore arriva al produttore primario: circa il 10% nel trasformato e il 25% nel fresco. Questo significa che il problema del reddito agricolo è reale e strutturale. Il maggior valore deve essere redistribuito lungo la filiera e i produttori devono essere messi nelle condizioni di organizzarsi per avere più forza contrattuale. Se le imprese agricole non hanno reddito, si ferma tutto: si produce meno, si abbandonano i territori, si indeboliscono le comunità”.
Per CIA Grosseto il punto è semplice: parlare di lavoro oggi significa parlare di sviluppo reale e di sviluppo rurale. E senza un’agricoltura che regge economicamente, tutto questo non è possibile. Il Primo Maggio serve anche a questo: a ricordare che senza dignità e senza reddito nel lavoro agricolo, non c’è futuro per i territori.


