Giornata internazionale della donna. Donne in Campo – Cia, dare maggiore sostegno all’agricoltura al femminile


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L’8 marzo si celebra la giornata internazionale della donna, occasione per riflettere sulle tante conquiste sociali, economiche e politiche ottenute negli anni dalle donne e su quanto ancora c’è da fare.

Per l’associazione Donne in Campo – Cia è anche l’occasione per riportare al centro della discussione sul futuro dell’agricoltura, il valore delle donne, promotrici di innovazione e sostenibilità. Nella conduzione delle imprese agricole, le donne hanno dimostrato negli anni di avere un ruolo di grande rilievo nel promuovere un’agricoltura di qualità, attente alla tutela del territorio e del paesaggio, capaci di utilizzare appieno le potenzialità dell’agricoltura multifunzionale, sperimentando percorsi innovativi in grado di creare nuovi flussi di reddito; si pensi solo alle fattorie didattiche e sociali, agli agriasili, agli agricatering.

L’agricoltura al femminile va pertanto sostenuta, perché in grado di rispondere al bisogno della società di cibo genuino, prodotto con pratiche rispettose dell’ambiente; va sostenuta perché le aziende condotte da donne, di fronte alle crisi, si sono dimostrate maggiormente in grado di contrastarne gli effetti negativi, sviluppando azioni di resilienza. Con creatività e passione hanno saputo unire il lavoro nei campi con i servizi alla persona, servizi di inclusione sociale e di tutela della biodiversità locale.

Le imprese agricole condotte da donne in Italia sono oggi, secondo Unioncamere, 207.991, nonostante la perdita di circa 2.400 imprese di donne nel 2020, il comparto agricolo resta pertanto uno dei comparti a più alto tasso di femminilizzazione (28,28%). L’attenzione da parte di tante giovani donne verso il settore, è inoltre un dato che ci incoraggia e che ancora di più ci spinge a chiedere che la politica sostenga la presenza delle donne in agricoltura, non solo attraverso misure finanziarie adeguate, ma anche mediante il rafforzamento di infrastrutture digitali e materiali nelle aree interne del paese, dove, il miglioramento dei servizi sociali e sanitari è condizione imprescindibile per favorire l’imprenditorialità delle donne.

Le donne imprenditrici, più degli uomini, hanno bisogno di servizi: dai presidi sociosanitari, agli asili, alle scuole, ai servizi per la maternità. Solo consolidando questi servizi nelle aree rurali si potrà pensare di ridurre le differenze di genere anche in agricoltura.

Oggi, nel momento in cui l’Unione Europea, investe sulla transizione verde impegnandosi a diventare entro il 2050 il primo blocco di Paesi a impatto climatico zero, le donne chiedono di avere un ruolo di primo piano nell’attuazione della transizione ecologica, partendo da ciò che stanno già portando avanti: dalla costruzione di una filiera tessile sostenibile, alla produzione di piante per l’industria farmaceutica ed erboristica, alla cura e alla manutenzione del paesaggio, all’introduzione di processi innovativi in grado di garantire il mantenimento dei beni ambientali.

Per tutto ciò le donne dell’agricoltura hanno la necessità di servizi ma anche di acquisire nuove competenze.

Alessandra Alberti, Donne in Campo Toscana


Cia Toscana, in collaborazione con Donne in Campo Toscana, organizza, venerdì 12 marzo, un webinar per la presentazione dei dati di un progetto europeo sull’imprenditorialità femminile nell’agroalimentare. L’incontro sarà occasione per confrontarsi su problemi e opportunità per le donne in agricoltura, a livello europeo e nazionale, e sugli strumenti a disposizione dell’imprenditoria femminile.

PARTECIPA QUI: https://www.ciatoscana.eu/home/imprenditoria-femminile-lincontro-internazionale-del-progetto-europeo-nurture-il-12-marzo-2021/