di Lapo Baldini, direttore Cia Toscana Centro


A gennaio 2018 si concretizzò, nell’assemblea congressuale che si tenne a Campi Bisenzo, la fusione tra le due Cia provinciali di Firenze (già accorpata con Prato) e Pistoia.

A distanza di poco tempo quel processo a preso corpo, non solo formalmente ma anche operativamente, dando forma, tra l’altro, ad un’unica società di servizi rafforzata nel tempo e mantenendo i due enti di patronato.
Fin da subito i frutti della fusione si sono colti sotto forma di in una maggior rappresentanza della neonata struttura, ma anche di una più razionale gestione dei servizi sia alle imprese che al cittadino.

Il consolidamento nei numeri degli associati, da tre anni in incremento nonostante il generale calo delle imprese nell’area geografica di riferimento e non solo, è il tratto più evidente e che fa da giudice oggettivo rispetto alle scelte operate.

Una struttura Cia che di riflesso ha implementato un’impostazione già solida, ampliando gli ambiti di lavoro e cogliendo le opportunità che si sono presentate per le imprese associate.

Di questo ne è l’esempio più limpido l’ultima annata, caratterizzata da un epidemia imprevista e imprevedibile che ha sconvolto tutto, modi di vivere, di lavorare, sistemi economici, mercati e di fronte alla quale Cia Toscana Centro, fedele ai propri indirizzi statutari, è stata al fianco delle imprese agricole cercando in tutti i modi ed in tutte le sedi la risoluzione dei problemi, senza scorciatoie e confidando nella massima professionalità dei propri addetti.

Oggi Cia Toscana Centro conta 13 sedi zonali, con l’ultima aperta a Novoli nel settembre 2019, strutturate in grado di fornire risposte complete alle necessità di imprese e cittadini, oltre una ventina di “permanenze” distribuite sul territorio, un apparato di 60 dipendenti qualificati che tutti giorni sono al servizio del mondo agricolo.

I progetti per il futuro non mancano, è vero sono stati rallentati dalla pandemia ma non abbandonati e così una maggior efficacia nei servizi all’imprese è supportata dai recenti investimenti sul settore imprese e dalla ristrutturazione degli spazi di alcuni uffici, come ad esempio i recenti interventi nella sede di Pistoia.

Un bilancio senz’altro positivo che rappresenta un’ottima base in un momento particolarmente importante per la Cia che tra un anno vedrà celebrare il suo congresso, il primo di Toscana Centro unita, che segnerà lo spartiacque tra il processo di unificazione ed un futuro non di facile lettura che dovrà essere affrontato con spirito di innovazione e senso di responsabilità a tutti i livelli.


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 2/2021