Un tema centrale per il futuro
Il tema della disponibilità idrica per l’agricoltura è un tema già attuale e destinato a diventare sempre più un tema centrale, non solo di studi e ricerche tecnico scientifiche, ma anche nell’ambito delle politiche agricole europee, nazionali e regionali.
Già nel 2000 l’Unione Europea aveva adottato la Direttiva 2000/60/CE (Direttiva Quadro Acque) con lo scopo, tra l’altro, di agevolare un utilizzo idrico sostenibile fondato sulla protezione a lungo termine delle acque e di mitigare gli effetti di inondazioni e siccità, contribuendo a garantire una fornitura sufficiente di acque superficiali e sotterranee di buona qualità, riducendo in modo significativo l’inquinamento delle acque sotterranee e proteggendo le acque territoriali e marine.
A livello nazionale, la tutela delle acque dall’inquinamento e la gestione delle risorse idriche sono trattate dal Testo Unico dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006) che nella Parte terza dispone norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall’inquinamento e di gestione delle risorse idriche. Per quanto riguarda la gestione delle risorse idriche in agricoltura, con un decreto del Ministero delle politiche agricole del 31 luglio 2015, sono state approvate le Linee Guida per la regolamentazione, da parte delle Regioni, delle modalità di quantificazione dei volumi idrici a uso irriguo.
Le Linee Guida definiscono i casi minimi in cui le Regioni devono stabilire gli obblighi di misurazione dei volumi d’acqua impiegati in agricoltura, relativamente a prelievi, restituzioni e utilizzi, sia per irrigazione collettiva che autonoma. Questa normativa ha individuato nel SIGRIAN (Sistema Informativo Nazionale per la Gestione delle Risorse Idriche in Agricoltura) il sistema di riferimento per la raccolta dei dati di quantificazione di volumi irrigui.
A livello regionale le Linee Guida sono state recepite con provvedimenti specifici. La Regione Toscana (con D.G.R. 1406/2016) ha approvato il documento tecnico “Disposizioni per la stima dei volumi idrici a uso irriguo e la trasmissione al SIGRIAN dei dati relativi ai prelievi in auto approvvigionamento”, recependo le indicazioni della “Metodologie di stima dei volumi irrigui (prelievi, utilizzi e restituzioni)” elaborata dal Tavolo permanente, istituito ai sensi dell’art. 3 del D.M. 31 luglio 2015.
L’attuale contesto climatico, nel nostro paese, vede sempre più intensificarsi i fenomeni di siccità, con riduzione della disponibilità idrica anche per lunghi periodi e anche in zone generalmente non soggette a tali fenomeni. È evidente che i cambiamenti climatici impongono al settore agricolo di ripensare in maniera più moderna e integrata alla gestione della risorsa idrica che dovrà portare ad una maggiore pianificazione relativamente all’uso dell’acqua. Una gestione razionale dell’acqua dovrebbe prevedere una serie di azioni volte non solo a massimizzare l’efficacia degli interventi irrigui, ma anche alla raccolta e conservazione dell’acqua piovana e ad una efficiente regimazione delle acque superficiali o volte a creare le condizioni per un utilizzo sicuro delle acque reflue opportunamente depurate.
I dati delle precipitazioni in Toscana
In Toscana, i dati relativi alle precipitazioni forniti dal Consorzio Lamma e da CNR IBE (Istituto per la Bio Economia del Consiglio Nazionale delle Ricerche), riguardanti l’autunno 2022, ci mostrano come, nonostante in Toscana sia caduto solo l’8% in meno di pioggia rispetto agli anni precedenti (con carenza più marcata sulle province settentrionali), la mancanza d’acqua si è fatta sentire con una certa gravità proprio perché sta cambiando il regime pluviometrico della regione, per cui a fronte di lunghe e intense fasi secche sono seguite brevi parentesi eccezionalmente piovose.
Dal punto di vista pluviometrico le variazioni maggiori rispetto alle serie storiche si sono registrate a ottobre (deficit del 94%) e a settembre (surplus di pari entità, +94%), con forti differenze tra nord-ovest e sud della regione e con precipitazioni molto mal distribuite nei tre mesi. Nel nord ovest della Toscana è caduto circa il 40% di pioggia in meno, nelle zone centrali della regione meno il 5% e nel grossetano il 25% di pioggia in più.
I dati riferiti all’inverno del 2023, confermano il cambiamento del regime pluviometrico: è stato un inverno più piovoso del normale (circa +25% di pioggia) ma con precipitazioni concentrate nei mesi di dicembre e gennaio.
È caduto circa il 20% di pioggia in più sul nord-ovest (Massa-Carrara, Lucca, Pistoia), mediamente 30% di pioggia in più sulle zone centrali della regione e il 23% di pioggia in più nel grossetano.
I giorni di pioggia sono praticamente nella media del periodo, ma la quantità di pioggia caduta è invece superiore alla media su molte zone quindi su queste aree quando è piovuto, lo ha fatto più abbondantemente del normale.
Infine, se si considera il trimestre che va da dicembre 2022 a febbraio 2023, riguardo la percentuale di pioggia rispetto alla media, si evidenzia un andamento anomalo delle piogge: +73% a dicembre, +42% a gennaio, -55% a febbraio.
Tratto dalla pubblicazione “Cambiamenti climatici e disponibilità idrica” del progetto Divulgando. IL FILE PDF COMPLETO può essere scaricato dalla pagina del progetto.


