La proposta lanciata all’incontro a Montecitorio con Laura Boldrini e le altre associazioni femminili: “Su questo chiediamo alla presidente della Camera di darci il suo appoggio. Riconoscere valenza educativo-esperienziale delle Fattorie didattiche”.

20161028_cianazionale_fattoria_didattica_cia28 ottobre 2016 – L’agricoltura entri a pieno titolo nelle scuole come materia trasversale di studio. Per educare le nuove generazioni a un’alimentazione sana e corretta, alla tutela dell’ambiente e all’importanza del settore primario per la crescita del Paese. E’ la proposta lanciata da Donne in Campo con Agrinsieme, che hanno chiesto l’appoggio della presidente della Camera Laura Boldrini per trasformare un auspicio in un progetto vero e proprio.

L’occasione è stata l’incontro che si è tenuto oggi a Montecitorio, dal titolo “Le donne condizione della crescita”, tra la Boldrini, le componenti femminili di sindacati e associazioni di categoria e le deputate dell’Intergruppo parlamentare per le donne, i diritti e le pari opportunità.

“Bisogna riconoscere la valenza educativo-esperienziale delle Fattorie didattiche, che oggi ospitano centinaia di scolaresche nelle aziende agricole -ha spiegato la presidente nazionale di Donne in Campo-Cia Mara Longhin, nel suo intervento in rappresentanza di Agrinsieme-. Le Fattorie didattiche sono un’esperienza straordinaria e innovativa che rientra nella modalità di apprendimento basata sull’imparare facendo“.

Quindi incoraggiare gli studenti di tutte le età a fare esperienza diretta sui campi per la crescita formativa e l’educazione a un’alimentazione corretta e consapevole. “Si tratta di investimenti a lungo termine -ha aggiunto la Longhin-. E’ necessario investire nella conoscenza per far diventare i giovani di oggi cittadini consapevoli di domani. Perché, indipendentemente dall’appartenenza o meno al mondo agricolo, ognuno deve avere la consapevolezza che con le sue scelte determinerà il futuro di un territorio, dell’agricoltura italiana”.


Fonte: Cia nazionale