In Italia finiscono ancora nel bidone 146 kg di cibo a persona. Dall’Assemblea nazionale dell’associazione a Bologna le buone pratiche dell’agricoltura contro gli sprechi alimentari, come il recupero e la valorizzazione dell’ortofrutta “brutta ma buona” e la cucina degli avanzi tramite le ricette contadine.

Su tutto il territorio quella di recuperare la frutta e la verdura “brutta” è una prassi ormai consolidata degli agricoltori che fanno vendita diretta. “Perfino quando si va a fare la spesa, più che alla qualità, spesso si bada ai dettagli estetici: il colore di un frutto, qualche ammaccatura sull’ortaggio. Da qui lo spreco, lo scarto, con il 20% circa del cibo sugli scaffali dei supermercati che finisce nel bidone -ha spiegato il presidente nazionale della Spesa in Campagna, Matteo Antonelli-. Noi invece insegniamo ai consumatori che vengono in azienda, nei mercatini degli agricoltori, che una mela un po’ rovinata certo non è una mela cattiva, che fino a cinquant’anni fa i nostri nonni mangiavano prevalentemente frutta e verdura brutta ma buona”. Qui sta anche il valore per così dire didattico della vendita diretta, che consente di far dialogare direttamente il consumatore con il produttore.
“C’è bisogno di più consapevolezza da parte di tutti sulla questione -ha detto il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino-. Nonostante dal 2008 a oggi le cifre dello spreco alimentare sono diminuite del 30% in Italia, complice anche la crisi, finiscono ancora nella spazzatura 5 milioni di tonnellate circa di prodotti commestibili l’anno. Una vergognanon solo da un punto di vista socioeconomico, ma anche da quello ambientale: basti pensare che una sola tonnellata di rifiuti organici genera 4,2 tonnellate di Co2″.
E anche a tavola bisogna recuperare il valore del “non spreco”. Proprio con queste finalità è nato il libro targato Anp-Cia Toscana “La cucina degli avanzi attraverso le ricette contadine”, presentato in Assemblea per dimostrare quanto cibo si può e si deve riutilizzare evitando il facile gesto del gettare via. Dentro ci sono tante ricette della tradizione come la ribollita, la pappa al pomodoro e l’acqua cotta (nate per riciclare il pane raffermo), il minestrone e la torta “d’erbi” (per riusare gli ortaggi cotti), le polpette e il lesso “rifatto” (per la carne avanzata).
Fonte: Cia nazionale


