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Agricoltura in guerra: memorie dai fronti. Successo per l’evento Anp ai Georgofili

2018-10-11T17:22:18+00:009 ottobre 2018|

L’agricoltura è andata al fronte, ma non vuole perdere la memoria di quello che è successo cento anni fa

Si è svolta a Firenze, nella sede dell’Accademia dei Georgofili un’iniziativa legata alle celebrazioni del Centenario della fine della Prima Guerra Mondiale dal titolo “Agricoltura in guerra: memorie dai fronti”.

L’agricoltura era impegnata sul fronte esterno dove ha perso uomini, animali, alimenti e legname, come è stato sottolineato da Enrico Vacirca, Segretario regionale dell’Associazione Regionale dei Pensionati (Anp Cia Toscana) che, insieme a Cia Toscana ha organizzato l’evento. Alessandro Del Carlo e Luca Brunelli, rispettivamente presidente nazionale di ANP e presidente regionale di Cia Toscana, nei loro saluti ai partecipanti hanno posto l’accento sull’importanza della memoria, che non è un concetto astratto ma strumento essenziale per evitare errori compiuti nel passato.

Il professor Zeffiro Ciuffoletti, storico dell’Università di Firenze, ha dato il benvenuto ai presenti in qualità di Accademico emerito. Ha poi affrontato il tema del suo intervento “Agricoltura e cibo sui due fronti” sottolineando come dalla tragedia della guerra, che ha investito in modo particolare gli agricoltori e l’agricoltura, sia risorta un’agricoltura meccanizzata ed una ricerca genetica che ancora dà in Italia e nel mondo, i suoi frutti.

Paolo Nesti, studioso della resistenza e dell’età contemporanea, esponendo la sua relazione, “Il fronte interno a Pistoia e oltre” ha parlato della situazione femminile in tempo di guerra, del contributo delle donne che hanno dato sui due fronti, ma soprattutto delle donne che in agricoltura hanno sostituito egregiamente gli uomini che sono andati al fronte. Ha poi esposto come Pistoia sia stata un centro di solidarietà per profughi e rifugiati di allora. Ci sono stati momenti di emozione alla lettura di alcuni brani tratti dalle memorie di poeti e soldati. Nesti ha anche mostrarlo una ricostruzione di uno scaldarancio prodotto a Pistoia che serviva ai soldati al fronte per scaldare il proprio pasto per non essere visti dai cecchini.

Vacirca ha introdotto la lettura teatrale “Li ciorne che abiammo lasciato una storia” dicendo che dalle analisi storiche piano piano siamo arrivati ad un testimone per eccellenza, Vincenzo Rabito, ragazzo del ’99, quei ragazzi che, appena 16enni, furono chiamati alle armi, siciliano, semianalfabeta, bracciante, che ha scritto le sue memorie raccolte in un libro, “Terra Matta”, edito da Einaudi. Aldo Milea e Saverio Senni da queste memorie ne hanno tratto un avvincente reading teatrale che ha commosso ed appassionato tutti i presenti e Vincenzo Rabito ha scritto una pagina di storia. L’iniziativa si fregia del logo del Centenario della Prima Guerra Mondiale predisposto dalla Presidenza del consiglio dei Ministri nell’ambito delle celebrazioni del centenario 1914-1918.

Cia Toscana – Comunicato stampa 38/2018

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