Da Papa Francesco al presidente del’Onu Ban Ki-Moon un appello per affermare la centralità agricola, rivendicata con forza dalla neopresidente mondiale di Oma Evelyn Nguleka che ha fatta visita con una delegazione dell’Organizzazione al Biodiversity Park. Ad accoglierla il presidente della Cia Dino Scanavino con i vicepresidenti Antonio Dosi e Alessandro Mastrocinque.

Nel suo videomessaggio Ban Ki-Moon ha rivendicato “il ruolo fondamentale nel contribuire a realizzare l’obiettivo della sicurezza alimentare per tutti” svolto dagli agricoltori. E ha aggiunto che è centrale “il ruolo dell’Oma nel contribuire a invertire gli effetti di decenni di abbandono del settore agricolo, assicurandosi che le voci dei piccoli agricoltori e degli agricoltori familiari possano essere sentite forte e chiare”. Il presidente dell’Onu ha inoltre messo in evidenza che “500 milioni di aziende agricole di proprietà di famiglie o di singoli agricoltori devono essere assistite e va loro assicurato un reddito con l’accesso alla terra, ai mercati, alle risorse naturali, alle tecnologie e ai servizi finanziari”. Perché è dagli agricoltori che si possono costruire “resilienze, nel sostenere l’agro-ecologia e nel fronteggiare l’aumento della richiesta di cibo in modo sostenibile”.
Un appello -ha commentato il presidente della Cia Dino Scanavino- “che sembra estratto dal programma e dall’azione della nostra Confederazione e che sottoscriviamo in pieno”. L’occasione per questa presa di coscienza del ruolo centrale dell’agricoltura è stata la visita che oggi ha fatto al Biodiversity Park, all’interno di Expo Milano, la neopresidente dell’Oma, accompagnata da una delegazione di 50 membri dell’Organizzazione in rappresentanza di tutti i Paesi. Evelin Nguleka -veterinaria, 45 anni, dello Zambia- nel corso della visita al Parco della Biodiversità (ad accoglierla, oltre a Scanavino, c’erano i due vicepresidenti della Cia Antonio Dosi e Alessandro Mastrocinque)- ha constato come la biodiversità sia il vero valore dell’agricoltura e ha ripetuto che in agricoltura le donne -che sono le prime custodi del naturale- hanno un assoluto protagonismo.
“Come donna e come piccolo agricoltore -ha sottolineato Nguleka- non mi sento solo un produttore di cibo, ma un vero attore economico, di un settore (quello agricolo) al pari di altri settori economici. Per troppo tempo il ruolo dell’agricoltore è stato dato per scontato, quasi come se fossimo dei distributori automatici di cibo, chiamati a rispondere a quel ruolo in maniera obbligatoria, annichilente e soprattutto senza margini di ricavo”.
A queste parole della neopresidente dell’Oma ha fatto eco il saluto di Scanavino, che ha ribadito: “La Cia, in questo spazio del Biodiversity Park, propone il suo modello agricolo di riferimento ed è onorata e orgogliosa di proporlo a tutti gli agricoltori del mondo. La centralità agricola si afferma e si pratica con la difesa dell’ambiente, con la tutela della biodiversità, con un’agricoltura sostenibile che si occupa e si preoccupa di salvaguardare le risorse naturali con un ricorso intelligente ed efficiente alla ricerca. Ma è anche un’agricoltura che si fa custode del mondo e che trova nella multifunzionalità la sua più compiuta espressione. A questa agricoltura però va assicurato un futuro concreto con il sostegno del reddito. Se l’agricoltura è centrale come viene riconosciuto da tutto il mondo -e l’Expo è una traduzione visibile di questa centralità- bisogna che abbia un futuro. E il futuro sta nel riconoscimento anche economico di questo suo ruolo”, ha concluso.
Fonte: Cia nazionale


