Con il mese di maggio è partita a pieno regime la stagione agrituristica 2023. Dai primi riscontri che abbiamo continua a crescere l’interesse per questo tipo di turismo. Sono sempre di più le persone e le famiglie che scelgono di passare le loro vacanze in campagna. La pandemia è stata una delle cause di questo trand di crescita. Sono tante infatti le famiglie che negli anni scorsi hanno scelto l’agriturismo per necessità in quanto creava meno problemi rispetto alle restrizioni dell’epoca Covid.

Molte anche le presenze dei turisti di prossimità, generalmente famiglie con figli piccoli che abitano nei centri urbani non lontani dagli agriturismi scelti. In questo modo in molti hanno scoperto un tipo di vacanza sconosciuto o precedentemente non preso in considerazione, ma soprattutto si sono scoperti luoghi densi di eccellenze da scoprire. Eccellenze di varia natura, da quelle paesaggistiche e ambientali, a quelle culturali, a quelle enogastronomiche. Molti di questi turisti sono tornati e tornano anche dopo il covid e questo è indubbiamente positivo.

Con l’inizio della stagione si ripresentano le consuete criticità. Su tutte la gestione delle piscine delle quali un agriturismo ormai non può più fare a meno. Continua o non essere risolta la questione dello svuotamento annuale imposto dalle normative sanitarie. Imposizione assurda e in contrasto con l’emergenza idrica di questi anni. Non è eticamente accettabile che ogni anno si buttino via enormi quantitativi di acqua. Per non pensare ai costi aggiuntivi importanti per le imprese generati dall’acquisto di acqua per il riempimento.

Riteniamo che sarebbe sufficiente un minimo di buon senso del legislatore che dovrebbe essenzialmente tener conto dell’assurdità di imporre alle piscine agrituristiche, mediamente piccole e destinate ad una fruizione ridotta, i soliti adempimenti e i soliti obblighi delle piscine pubbliche e di quelle grandi delle strutture alberghiere. Si dovrebbe puntare essenzialmente sul puntuale e quotidiano controllo dello stato dell’acqua, quello sì importante, invece con questa impostazione si determina un carico di adempimenti e di costi in più spesso senza alcuna giustificazione pratica.
Sarebbe importantissimo anche approntare punti di prelievo di acqua dedicati alle necessità delle piscine, magari sotto il controllo dei gestori pubblici territoriali.

Per questo va messo in atto un vero e proprio “piano piscine” perché questa rischia di essere una criticità che potrebbe mettere davvero a rischio chiusura i tantissimi agriturismi e altre strutture ricettive delle aree interne che in questi ultimi 25 anni hanno dato una fonte di reddito aggiuntiva a molti imprenditori agricoli, spesso determinante per la sopravvivenza delle proprie attività.