Un gruppo di quarantacinque allevatori di bestiame del Voivodato di Silesia (regione meridionale della Polonia) ha organizzato un viaggio studio in Italia, tramite un’agenzia di sviluppo locale (ARL) riconosciuta in Polonia, per confrontarsi con la realtà italiana delle aziende agricole dedite all’allevamento di bovini e delle varie strutture di trasformazione del prodotto.

Avendo avuto negli anni precedenti contatti con la Confederazione italiana agricoltori di Grosseto tramite l’associazione Turismo Verde, è stato organizzato presso la sede della Cia di Grosseto un incontro con gli allevatori polacchi, guidati dall’interprete dell’agenzia ARL. All’incontro erano presenti i dirigenti Cia Enrico Rabazzi, Sabrina Rossi e Fabio Rosso e il veterinario Dr. Roberto Giomini (che collabora con la confederazione ed ex direttore dell’Associazione allevatori di Grosseto). Tra gli allevatori polacchi erano presenti il vice presidente dell’associazione dei bovini della Polonia e il presidente di un ente di ricerca.

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La razza di bovini allevata prevalentemente in Polonia è la frisona (per la produzione di latte, che conferiscono prevalentemente alle cooperative al prezzo di 0.30 € al litro) e la limousine e chianina per la carne, nell’ordine di 5 milioni e mezzo di capi totali. Non esiste la vendita diretta dei prodotti in Polonia e il prezzo della carne dal produttore al macello si aggira intorno ai 3,20 € al chilo.

Il Dr. Giomini ha invece rappresentato la realtà maremmana, dove viene allevata prevalentemente razza chianina (cento allevamenti per un totale di 4.000 capi), ottanta allevamenti di limousine (per un totale di 3000 capi) e cinquanta allevamenti di razza autoctona vacca maremmana per un totale di 2.500 capi, quest’ultima venduta prevalentemente presso punti di vendita diretta.

Dal confronto è risultato evidente soprattutto la differenza di età tra gli allevatori italiani e quelli polacchi, questi ultimi molto più giovani rispetto agli addetti nel nostro Paese. Un confronto costruttivo per ambo le parti, che si sono ripromessi di rivedersi in un prossimo scambio culturale, magari con la visita degli allevamenti in Polonia da parte dei nostri allevatori. (SR)