La “giornata” di Anabio all’Esposizione Universale: “Riconosciuti agli agricoltori i diritti fitogenetici”. E l’Italia avrà la giornata nazionale della biodiversità per difendere le colture autoctone dalle multinazionali delle sementi.

Un’intera giornata dedicata alla biodiversità, alle produzioni bio, alla rinnovata alleanza tra uomo e ambiente, dove “nutrire il pianeta, energie per la vita” diventa “rispettare il pianeta, per nutrire la vita”. La giornata è scandita da una tavola rotonda e dall’assemblea nazionale di Anabio, alla quale partecipano tra gli altri il presidente della Cia Dino Scanavino, il vicepresidente vicario Cinzia Pagni, il presidente di Anabio Federico Marchini, il viceministro alle Politiche Agricole Andrea Olivero, il rappresentante della Fao Mario Marino, le parlamentari Susanna Cenni e Alessandra Terrosi, nonché i presidenti delle altre associazioni biologiche italiane (Federbio, Aiab, Assobio, Città del Bio).
Da questo think-tank emerge chiarissimo il profilo di una nuova agricoltura che si fonda su tre pilastri: la biodiversità la sua tutela e la sua diffusione, il biologico come sistema avanzato e sostenibile di coltivazione, l’agricoltura multifunzionale e custode. E’ il perimetro che viene tracciato dall’azione di Anabio che proprio oggi annuncia un decisivo passo avanti nel riconoscimento dei diritti fitogenetici on-farm.
“E’ un passo decisivo -afferma il presidente di Anabio, Federico Marchini- per tutelare il lavoro degli agricoltori che difendono le sementi autoctone, che valorizzano e custodiscono la biodiversità, che operano per diffondere la biodiversità. Ed è anche il solo strumento per arginare il monopolio dei semi detenuto da quattro multinazionali che da sole producono il 70% delle sementi nel mondo. Possiamo dire che oggi qui a Expo Cia e Anabio portano semi di libertà”.
Il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino, al proposito nota: “Come Cia ci siamo sempre battuti perché venga riconosciuto all’impresa agricola il suo ruolo di custode della biodiversità e siamo fortemente impegnati a promuovere l’agricoltura sostenibile come pilastro dello sviluppo compatibile. Il biologico è il settore che rende possibili questo tipo di sviluppo. Del pari è anche l’ambito in cui si sviluppa a pieno la nostra visione di agricoltura multifunzionale, dove la produzione agricola è integrata in diverse attività che hanno nella valorizzazione dei territori e nella tutela del patrimonio naturale la loro prima e più alta finalità”. Ma “abbiamo anche l’esigenza di affermare il diritto al reddito dell’impresa agricola -aggiunge la vicepresidente nazionale Cinzia Pagni-. Ecco che riconoscere il diritto fitogenetico, e cioè la proprietà intellettuale del germoplasma e delle razze animali, diventa un concreto strumento per salvaguardare la biodiversità e contemporaneamente assicurare reddito all’impresa agricola attraverso un accorto sfruttamento economico della biodiversità medesima”.
La giornata di Anabio è anche un momento di riflessione sul cammino della legge nazionale “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria”, di cui è prima firmataria l’onorevole Susanna Cenni. Ebbene questa legge prevede, tra le altre iniziative, l’istituzione dell’anagrafe nazionale delle biodiversità, la rete nazionale della biodiversità agraria e alimentare e l’istituzione di un fondo (alimentato con i proventi delle sanzioni pecuniarie per i reati ambientali) per la tutela della biodiversità. Che, declinato con il riconoscimento dei diritti fitogenetici, è un concreto sostegno all’attività degli agricoltori custodi e promotori della biodiversità, i quali si vedono riconoscere anche il diritto alla vendita diretta e, in ambito locale, di sementi o di materiali di propagazione di cui sino stati i custodi e i propagatori. Nella legge – che istituisce anche i percorsi della biodiversità e la comunità del cibo e della biodiversità – c’è anche un elemento fortemente simbolico: viene istituita la “Giornata nazionale della biodiversità agraria e alimentare”, che cadrà ogni anno il 20 maggio. Si tratterà di una giornata in cui dalle scuole agli enti pubblici verranno illustrati e promossi i valori della biodiversità.
Con questa giornata di Anabio-Cia in Expo l’Italia (che, con un trentesimo della superficie europea, custodisce il 50% della biodiversità vegetale e il 30% di quella animale dell’intero continente) si scopre finalmente e fattivamente più verde.
Fonte: Cia nazionale


