/Cinghiali. Brunelli: «L’incidente mortale sull’A1 interessa tutti, è ora di intervenire con urgenza e per soluzioni definitive»

Cinghiali. Brunelli: «L’incidente mortale sull’A1 interessa tutti, è ora di intervenire con urgenza e per soluzioni definitive»

2019-01-14T12:12:26+01:003 Gennaio 2019|Comunicati stampa 2019, Dimensione Agricoltura|

«Indecisione della politica è una vergogna. Da troppi anni allarmi del mondo agricolo inascoltati». Il commento di Luca Brunelli presidente Cia Toscana. Intanto in Toscana sono presenti il 30 per cento dei cinghiali presenti in Italia

«Il grave incidente mortale di questa mattina sull’Autosole fra Lodi e Casalpusterlengo causato dal passaggio di un branco di cinghiali, deve una volta di più far aprire gli occhi alle istituzioni e al mondo della politica. Gli allarmi da parte del mondo agricolo sono da troppi anni inascoltati o comunque valutati con leggerezza da parte delle istituzioni. L’incidente di oggi dimostra che è un’emergenza che riguarda la pubblica sicurezza, che interessa ogni cittadino e non solo l’agricoltura: è ora di intervenire con urgenza e con soluzioni che siano definitive per risolvere una volta per tutte l’emergenza. L’atteggiamento di totale indecisione della politica è letteralmente vergognoso; non si possono barattare ‘quattro voti’ per vite umane, oltre che non prendersi responsabilità sui danni all’agricoltura».

A sottolinearlo è Luca Brunelli, presidente Cia Toscana, che commenta l’incidente di questa mattina sull’A1 provocato dal transito di un branco di cinghiali, che ha portato al decesso di una persona e al ferimento di altre 10 persone, fra cui cinque minorenni.

Il cinghiale è la specie che causa la maggioranza dei problemi relativi ai danni agricoli ed ai sinistri stradali in Toscana. Relativamente a questa specie, attraverso l’attuazione della L.R. 10/16, sono state incrementate le possibilità di prelievo soprattutto nelle aree maggiormente problematiche per l’agricoltura, incluse entro le aree non vocate alla specie ai sensi della pianificazione faunistico venatoria vigente vocate.

In esse difatti è stata permessa la caccia di selezione in tutto l’arco annuale. Tale metodologia gestionale è andata a sommarsi con le altre forme di prelievo preesistenti: caccia in girata e in forma singola e controllo attuato ai sensi dell’art. 37 della L.R. 3/94.  Gli ungulati selvatici della Toscana sono rappresentati da cinque specie: capriolo, cervo, daino, cinghiale e muflone. Tutte le popolazioni presenti nel territorio regionale, fatta salvo il capriolo nel quadrante sud-occidentale (province di Grosseto, Siena e parte di Firenze) derivano da immissioni avvenute a partire dal 1800. Gran parte delle immissioni originarie delle popolazioni odierne sono avvenute in territori demaniali o aziende faunistiche private.

La consistenza, densità e distribuzione delle diverse specie è progressivamente aumentata nel tempo, con la sola eccezione del muflone, più soggetto delle altre specie alla predazione del lupo. Rispetto alla situazione rappresentata nella ultima pubblicazione della Banca Dati Ungulati curata da ISPRA (2012), la Toscana rappresenta la regione con le maggiori consistenze dell’Italia peninsulare, comprendendo circa 500mila capi. Nella Regione, rispetto ai dati conosciuti a livello nazionale, si stima presente, rispettivamente, il 40% dei caprioli, il 45% dei daini, il 30% dei cinghiali dell’intero Paese.

Cia Toscana – Comunicato stampa 1/2019

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di Dimensione Agricoltura

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